La riforma dello Sport mette a rischio l’Italia per le prossime Olimpiadi

Il presidente del Comitato olimpico internazionale Thomas Bach è andato all’attacco della nuova riforma proposta dal ministro Spadafora. Questa, secondo il capo del Cio, non rispetterebbe la carta olimpica. A rischio le eventuali medaglie a Tokyo 2021 e l’organizzazione a Milano-Cortina nel 2026.

Vincenzo Spadafora potrebbe aver combinato un pasticcio – meteoweek.com

La nuova riforma dello Sport, messa in piedi dal ministro Vincenzo Spadafora, rischia di tagliare le gambe al movimento sportivo del nostro Paese. Anche perchè in queste ore è arrivato un allarme non da poco, proprio sulla scrivania del ministro. È quella lanciata da Thomas Bach, ovvero il presidente del Cio. Il numero uno del Comitato olimpico internazionale non ha esitato ad attaccare la composizione della nuova riforma, che a quanto pare non sarebbe all’altezza della situazione. Anzi, rischia di violare alcune norme tali da compromettere la partecipazione dell’Italia ai prossimi giochi.

In particolare, a finire a repentaglio sarebbero le eventuali medaglie conquistate dai nostri atleti alle prossime Olimpiadi. Tra poco meno di un anno, infatti, a Tokyo si recupereranno i Giochi olimpici che non si sono disputati quest’anno per via dell’emergenza Covid. Ma c’è di più. L’attuale composizione della riforma dello Sport metterebbe in pericolo anche una delle recenti conquiste della nostra nazione in termini sportivi. Stiamo parlando dell’organizzazione delle Olimpiadi invernali del 2026, assegnate dopo la votazione a Milano e Cortina in tandem.

Ma cosa fa storcere tanto il naso di Bach, a proposito della nuova riforma italiana per lo Sport? “Siamo molto preoccupati sulla non funzionalità del Coni – ha dichiarato – , che non è conforme alla Carta olimpica. Questo significa che siamo anche molto preoccupati per la preparazione e l’organizzazione delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. Capisco che ora il Coni sta cercando un’altra soluzione, per riuscire a soddisfare i requisiti minimi, quindi essere in accordo con la carta olimpica e soddisfare“. Una situazione tutt’altro che semplice da raddrizzare, dunque.

Nel frattempo, non si era fatta attendere la replica da parte di Vincenzo Spadafora. Il ministro per lo Sport del Governo Conte ha difeso a spada tratta la riforma che porta la sua firma. E soprattutto ha invitato Bach a dimostrare in pieno le inesattezze del testo: “Bach indichi con chiarezza assoluta in quali punti la bozza non rispetta la Carta Olimpica, oppure eviti di trascinare il CIO in un dibattito davvero poco edificante per una istituzione così importante. Del resto se per Bach l’autonomia del Comitato Olimpico in Bielorussia non è in discussione, figuriamoci in Italia“.

Anche Giovanni Malagò ha espresso la sua posizione – meteoweek.com

Anche in questo caso, però, non si è fatta attendere la replica da parte del capo del Cio. Bach, in particolare, ha fatto sapere che ci sono degli appuntamenti già fissati con il ministro dello sport italiano. Anche se, almeno per il momento, non sembrano esserci grandi aperture verso una modifica del testo: “Al momento c’è un incontro programmato per il 15 ottobre, ma molto amichevolmente dico che oggi non ci sono le condizioni per farlo. Al momento non abbiamo ricevuto una risposta dal ministro riguardo le preoccupazioni che avevamo espresso in precedenza“.

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Nel frattempo, si è espresso anche Giovanni Malagò. Il presidente del Coni ha aggiunto la sua posizione in merito a questa vicenda, che rischia di creare problemi allo sport azzurro. “C’erano date molto chiare, da fine del 2018 siamo arrivati alla fine di settembre 2020 e la Carta Olimpica è chiarissima. Il mondo dello sport mondiale ci ha dato fiducia assegnandoci le Olimpiadi invernali. E il Coni è tra i primi firmatari del contratto olimpico“, ha concluso il presidente del Comitato olimpico italiano.

Francesco Cammuca

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