Bologna | La conferenza stampa di Mihajlovic: “Udinese squadra forte”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:49
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Alla viglia della sfida contro l’Udinese, l’allenatore del Bologna Sinisa Mihajlovic ha parlato in conferenza stampa.

Sinisa Mihajlovic, credit Getty Images

Il Bologna domani pomeriggio sfiderà l’Udinese al Dall’Ara per la giornata numero 16 della Serie A. I rossoblù sono reduci da quattro pareggi consecutivi  e occupano la 12esima posizione in classifica con 16 punti. Oggi pomeriggio, al termine della rifinitura, Mihajlovic ha presentato la gara in conferenza stampa da Casteldebole. Diversi i temi toccati: dall’atteggiamento della squadra al calciomercato. Di seguito le sue dichiarazioni.

Qual è la cosa migliore che ha visto a Firenze e che vorrebbe rivedere domani? Considerando le tre partite in una settimana valuterà un po’ di turnover? “Con la Fiorentina è stata una delle nostre migliori prestazioni fuori casa. I ragazzi hanno fatto tutto quello che avevo chiesto. Volevo che tutti dessero il 100% in campo, sia i titolari che i subentranti. Abbiamo parlato con il presidente che ci ha chiamato e ci ha detto che dopo questo anno dobbiamo vivere in maniera intelligente, sarebbe da fessi fare le stesse cose dell’anno scorso; questa cosa mi ha fatto riflettere: non dobbiamo ripetere gli stessi errori dello scorso anno, dobbiamo usare l’esperienza. Noi con la Fiorentina abbiamo gestito la gara con intelligenza e usando esperienza, proprio come quando nella vita si accumula il vissuto e si trasmette giorno dopo giorno per crescere e migliorare. Noi dobbiamo, avendo tutti un anno in più sulle spalle, usare quell’esperienza maturata nel momento giusto: nella gestione della palla, nelle situazioni che si ripetono, quando andiamo in difficoltà… Sono tutte situazioni già vissute, bisogna riconoscerle e migliorare. Quello che mi aspetto domani è sempre la prestazione, cercando di migliorare la fase realizzativa. Come gestione della gara, a parte i primi e gli ultimi dieci minuti, siamo stati bravi. In quei primi e ultimi momenti invece abbiamo rischiato. Abbiamo fatto quattro pareggi consecutivi dopo undici partite di sole sconfitte e vittorie… Il calcio è strano. Turnover? Cambierò solo chi devo cambiare per forza. Non ci sarà Dominguez perché è squalificato: mi dispiace perché a Firenze ho visto per la prima volta il ragazzo che abbiamo preso. Ha fatto la sua miglior partita da quando è a Bologna. Un altro che si sta comportando bene è Paz che fino ad ora ha avuto poche opportunità ma si è sempre allenato bene, e quando ha avuto le sue opportunità ha messo in campo qualità: mi sto ricredendo su di lui. Ha i suoi pregi e i suoi difetti ma è un giocatore affidabile. Sono contento anche per Dijks e Skov Olsen che si stanno riprendendo”.

Lei ha detto che bisogna imparare dagli errori. In certe partite provando a osare troppo avete perso, ora sarete più riflessivi? “A Firenze non mi sono piaciuti gli ultimi 10 minuti perché sembrava non stessimo giocando per vincere. Dopo la gara mi hanno detto che queste partite qualche anno fa si perdevano, io credo che però si vincevano anche. Bisogno osare, prendersi quei rischi che servono per vincerle. Negli ultimi dieci minuti a Firenze ci siamo quasi accontentati e questo non mi è piaciuto. Avrei voluto vedere una squadra che provava a vincerla, anche se le occasioni per farlo le avevamo avute anche prima. Dipende sempre tutto da quello che vuoi fare, io sono sempre per cercare di vincere anche se puoi rischiare di perdere”.

L’Udinese squadra scomoda per il tuo Bologna degli ultimi. Domani cosa vi aspettate? “L’Udinese è una squadra forte, che ha tutto: tecnica, fisicità, velocità. In attacco sono bravi, dietro sono forti fisicamente. Ti concedono poco, attaccano sempre con 5 o 6 giocatori, hanno Lasagna, De Paul, poi si è fatto male Pussetto ma hanno tante altre soluzioni. Anche dietro hanno un grande organico, sono una squadra completa. Se vogliamo fare risultato domani dobbiamo fare una grande prestazione e anche se ci concederanno poco dovremo essere bravi a sfruttare le occasioni che ci si presentano”.

Nelle prossime due partite Barrow può rischiare di fare una partita partendo dalla panchina? “Potrebbe essere, perché abbiamo i cambi adeguati. Vignato per quello che ha fatto si merita di partire dall’inizio, o domani o sabato sicuramente partirà titolare e questo non per Barrow ma perché Vignato se lo merita”.

Come si insegna a questi ragazzi a giocare fino in fondo, ad avere più spregiudicatezza? “Lo deve trasmettere l’allenatore, con il lavoro di tutti i giorni, inculcando questa mentalità e facendo capire che non bisogna arrendersi. Se vado a Milano a giocare per lo 0-0 io non sono contento, perché per me si scende in campo per vincere. Ogni partita è a sé e bisogna sempre fare di tutto per portare a casa la vittoria, con la massima convinzione. Quando non succede bisogna fargli capire che così non va bene. Dopo lo 0-0 di Firenze anche io ho detto ai ragazzi che andava bene come risultato perché comunque avevamo giocato contro una squadra forte… Però ho anche detto che potevamo vincere, visto quanto abbiamo creato e dominato la partita. La mentalità deve essere quella di non accontentarsi e gestire la partita. Ci vuole tempo per arrivarci, ma quando succedono queste cose bisogna fargli capire che non va bene. Il pareggio mi sta bene se l’altra squadra domina, non ti fa giocare, non se la prestazione la fai tu”.

In occasione della chiamata con il presidente avete parlato anche di mercato? C’è qualche obiettivo? Paz potrebbe essere una chiave per il mercato oppure ci sono obiettivi specifici in difesa? “No, non abbiamo parlato di mercato, l’ho sentito solo il primo dell’anno assieme alla squadra per farci gli auguri. Paz? Vedremo quello che succede. Aspettiamo di capire se Denswil va via perché in quel caso, al di là di Paz, qualcuno dovremo prenderlo”.

Palacio a Firenze è uscito coi calzettoni abbassati, ha recuperato per domani? Come si risolve la questione di un giocatore che sotto porta non è lucido ma che quando è in campo fa giocare meglio la squadra? Ci sono all’interno della rosa altre soluzioni? “Ci sono Barrow e Palacio, poi Vignato e in futuro Vergani. La questione si gestisce scontandogli qualche minuto. Per esempio facendo un po’ di turnover ma a partita in corso. Una partita giocherà di più uno e la partita dopo il contrario… come con il misurino della farmacia”.

Skov Olsen potrebbe essere adattato a prima punta? “Tuti potrebbero farlo, anche Orsolini e Soriano, però non è il ruolo di nessuno. Io cerco sempre di mettere i giocatori nelle condizioni di poter dare il massimo, poi per 15 20 minuti possono farlo tutti”.

Classifica: vi concentrare di più su chi è davanti o chi è dietro? “Io guardo la classifica al completo”.

Quand’è che sei stato veramente orgoglioso della tua squadra? “Io sono stato molte volte orgoglioso di loro, anche volte in cui non abbiamo vinto. Poi ci sono stati anche momenti in cui mi hanno fatto incazzare. L’ultima volta che mi hanno fatto sentire orgoglioso di loro è stata quella con l’Atalanta, perché sono riusciti a pareggiare una partita in rimonta, con tutte le difficoltà delle partite precedenti e le assenze. Siamo stati bravi, non abbiamo mollato e siamo riusciti a pareggiare sull’intensità e sulle caratteristiche di una squadra che è nettamente più forte. Questa è stata l’ultima volta, ma ce ne sono state tante altre. I ragazzi mi hanno reso più volte orgoglioso e devono continuare così”.

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