Spezia | Italiano: “Salvezza come scudetto” | In premio un incontro speciale

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:35
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Lo Spezia è una delle contendenti nella corsa alla salvezza. La neo-promossa ha mostrato gli artigli in questa prima metà di stagione, ribadendo che non ha intenzione di regalare nulla alle avversarie. Il tecnico Vincenzo Italiano sa quali sono le potenzialità della sua squadra.

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Vincenzo Italiano, allenatore dello Spezia (Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images)

Lo Spezia, reduce dalla storica vittoria conquistata contro il Napoli tra le mura dello Stadio Diego Armando Maradona, è consapevole delle sue qualità. Il successo in casa dei partenopei ha dato fiducia agli uomini di Vincenzo Italiano, che nel posticipo del lunedì del diciassettesimo turno dovranno affrontare la Sampdoria. L’allenatore nato in Germania, seppure sia alla prima esperienza su una panchina di Serie A, ha le idee chiare in merito ai segreti per restare in massima serie. Un traguardo di squadra, ma anche personale, che il tecnico vuole assolutamente raggiungere.

Il bilancio di Italiano

Vincenzo Italiano è consapevole delle potenzialità del suo Spezia. Seppure i risultati siano stati finora altalenanti, infatti, la neo-promossa non ha mai smesso di lottare per allontanarsi dalla zona retrocessione. Lo farà fino alla fine del campionato. “La salvezza in Serie A avrebbe il sapore della terza promozione. Anzi, qualcosa di più: un vero e proprio scudetto. Se raggiungiamo l’obiettivo vado a piedi con il mio staff fino a Portovenere“, ha promesso tra le colonne di AM, inserto di TuttoSport.

Il tecnico della neo-promossa, attualmente al sedicesimo posto della classifica a quota 14, sa inoltre quali sono le idee di gioco che possono trascinare la squadra verso la permanenza in massima categoria: “Salvarsi puntando su difesa e contropiede non è una regola. Io sono convinto che più stai lontano dalla tua area, e vicino a quella avversaria, e maggiori sono anche le possibilità di segnare e raggiungere l’obiettivo. Io credo che più si tiene la palla tra i piedi e meno si soffre. È un principio che mi porto dietro da quando giocavo. Ero un regista e mi rendevo conto che più gestivamo il pallone noi e meno andavamo in difficoltà“. L’esperienza tra le fila degli Aquilotti, ad ogni modo, sta procedendo bene, anche grazie alla società e ai giocatori che ha in rosa. “Il patron Volpi mi lascia lavorare in tranquillità, però segue e quando parli con lui ti accorgi che è super informato. Nzola? È un centravanti veloce, bravo ad attaccare la profondità e a far giocare bene la squadra. Lo conosco dai tempi di Trapani, in lui rivedo Drogba da giovane. Se si convince di avere mezzi importanti, Nzola può sognare una grande“.

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E a proposito dei big del calcio da seguire, Vincenzo Italiano ha le idee chiare e punta in alto: “Più che un tecnico, il mio modello è lo stile del Barcellona. Dominare e non subire la partita è un modo di giocare che mi affascina. Al Camp Nou cambiano gli allenatori, ma il marchio di fabbrica resta lo stesso. Il massimo sarebbe allenare Messi al Barcellona, ma se devo scegliere dico i blaugrana. Guardiola? Mi piacerebbe sapere qual è il suo segreto per riuscire a produrre un calcio spettacolare in tutte le squadre che allena. Una cena con Guardiola sarebbe il massimo. Ma un appuntamento a tavola che inizi alle 3 del pomeriggio e finisca alle 2 del mattino… Ecco, questo potrebbe essere il regalo più bello in caso di salvezza“.

L’allenatore, tuttavia, tanti grandi giocatori li ha incontrati anche sui campi della Serie A in questa stagione d’esordio: “I più sorprendenti Theo Hernandez del Milan e Cristiano Ronaldo della Juventus. Il portoghese visto da vicino è ancora più impressionante che in televisione. Contro di noi è partito dalla panchina perchè reduce da 19 giorni di isolamento causa Covid. Quando è entrato in campo si è percepito subito che l’aria stava cambiando. Infatti ha segnato una doppietta”. E sulla lotta scudetto: “Juventus o Inter“.

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Infine, una chiosa sui suoi hobby al di là del pallone, ma che non si distaccano più di tanto da quest’ultimo. La testa, infatti, va sempre al campo: “Molte idee spuntano leggendo. Mi capita soprattutto con i libri dei campioni e delle leggende: mi sono piaciuti molto quelli di Cruijff, Sacchi van Basten. E quando mi imbatto in una bella frase, la fotografo e la invio ai miei giocatori per motivarli“.