Coppa Italia| Le voci dei protagonisti: Pioli e Giampaolo

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Grandi emozioni a San Siro questa sera per il match tra Milan e Torino, valevole per l’accesso ai quarti di finale di Coppa Italia. Sentiamo le dichiarazioni dei protagonisti.

Stefano Pioli esalta il gruppo sempre più unito, dopo il successo in Coppa Italia contro il Torino dell’ex Giampaolo. Il dolore e la disfatta delle ferite contro la Juve, sembrano oramai passati. Ibra dal primo minuto e l’espulsione di Donnarumma al 72′ hanno trasformato questa sfida al cardiopalma. Toro quasi mai in partita, Belotti entra troppo tardi.

Coppa Italia: le parole di Pioli

Sulla partita: “La squadra sa lottare, sa giocare e stringere i denti. È stata una partita complicata, i nostri avversari sono riusciti a palleggiare meglio rispetto alla gara di sabato. Ma soprattutto nel secondo tempo potevamo evitare di andare i supplementari con le tante occasioni avute. Siamo stati squadra per tutta la partita, è una vittoria voluta e meritata”.

Su Ibrahimovic titolare: “Ho parlato con lui, volevamo dargli un minutaggio più ampio rispetto ai dieci minuti giocati sabato. Per le sue caratteristiche credo sia meglio cominciare dall’inizio. Ha fatto una buona gara, questi quarantacinque minuti gli serviranno per migliorare la sua condizione e arrivare al meglio per la sfida di campionato”.

Sulla sua serenità: “Si vede che sto bene qui al Milan. Alleno dei giocatori che mi rendono orgoglioso per la volontà e la disponibilità che ci mettono tutti i giorni. Quando sei felice e stai bene ti viene più facile trasmettere serenità e convinzione. So di allenare una squadra forte, io devo indicare la strada giusta e cerco di farlo nel miglior modo possibile”.

Ancora sulla gara di oggi: “I ragazzi hanno la capacità di fare la partite e saperle interpretare. Oggi siamo stati squadra per tutti i 120 minuti, prendendo anche qualche rischio. Abbiamo creato tanto, si sperava di non arrivare ai supplementari. Quella che conta è la presenza della squadra, la voglia di giocare partite serie. Bisogna continuare così”.

Sull’assenza di pubblico: “Ci manca tantissimo. Forse all’inizio l’assenza di pubblico ha tolto un po’ di pressione a una squadra così giovane e ci ha permesso di crescere con più facilità, ma da un po’ di tempo a questa parte con i nostri tifosi sarebbe più bello e passionale. Ci accompagnerebbero e ci sosterrebbero con entusiasmo per tutta la partita. Potrebbero farci fare la differenza ancora di più. Giocare ogni tre giorni, entrare per il riscaldamento e non vedere i tifosi ma trovare lo stesso grandi stimoli significa che la squadra è ambiziosa e volenterosa. Dobbiamo insistere, è una bella stagione fino a oggi, ma potrebbe non rimanerci niente in mano: dobbiamo pensare una partita alla volta”.

Sui tiri dal dischetto: “I rigori sono difficilmente allenabili. Dentro il fatto di segnare i rigori c’è la qualità dei miei giocatori e l’aspetto mentale, la voglia di cercare di vincere le partite. Tante volte mi è stato chiesto qual è stata la gara della svolta, quella col Rio Ave è stata importante”.

Su Inter-Juve: “Speriamo di fare bene noi a Cagliari, poi la guarderemo senz’altro, così come guarderò il derby. Si affrontano grandi squadre, le guarderò con grande interesse”.

Sul mercato: “Quando firmerà Donnarumam non lo so, non dovete chiederlo a me. Il mercato? È ancora aperto, ci sono delle situazioni e vedremo se riusciremo a sbloccarle”.

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Giampaolo non si scompone

“La squadra ha fatto bene, competitiva come dovevamo esserlo. E’ stata una beffa, anche perchè noi giochiamo sabato, il calendario non mi piace, non ci sono i ritmi giusti, i tempi supplementari di questa sera non ci volevano. Noi non abbiamo snobbato la competizione, tutto è importante, ma c’è la delusione per come è andata. Ora dobbiamo fare la conta per la prossima partita, che è importantissima. Alla squadra ho chiesto di giocare, solo se giochi hai chance, non abbiamo grandi palleggiatori, ma si può fare meglio. La squadra ha provato a giocare, a fare cose pregevoli, abbiamo avuto una buona personalità. Quanto mi serve per fare bene ? Una vita. La classifica è preoccupante, ma bisogna sapere conviverci. Il mercato è di competenza di Vagnati, mi confronto con lui, non chiedo mai giocatori, perchè mi sembra una mancanza di rispetto verso i giocatori che ho a disposizione. Vagnati sa cosa fare. Meitè non era a disposizione perchè potrebbe essere in uscita”.