<p><strong>Angelo Zomegnan, direttore del Giro d&#8217;Italia dal 2004 al 2011, ha puntato il dito sul ciclismo degli Anni Novanta. Pantani fu punito nel 1999 a Madonna di Campiglio. Ma altri corridori rimasero impuniti.</strong></p>
<figure id="attachment_455243" aria-describedby="caption-attachment-455243" style="width: 1270px" class="wp-caption alignnone"><img class="size-full wp-image-455243" src="https://www.meteoweek.com/wp-content/uploads/2021/01/pantani-meteoweek.jpg" alt="pantani meteoweek" width="1280" height="737" /><figcaption id="caption-attachment-455243" class="wp-caption-text">Pantani sul traguardo de Les Deux Alpes nel 1998 &#8211; meteoweek.com (Photo credit should read PATRICK KOVARIK/AFP via Getty Images)</figcaption></figure>
<p><strong>Marco Pantani avrebbe compiuto oggi 51 anni</strong>. Ne sono passati invece quasi 17 anni dal ritrovamento del suo corpo senza vita, nella stanza dell&#8217;hotel Le Rose di Rimini. Una vicenda che sembrava chiara fin dall&#8217;inizio, o almeno questo è quanto avrebbe voluto far credere chi ha consentito di trovare un corpo esanime e circondato dalla cocaina. Ma le indagini sul decesso del <em><strong>Pirata</strong></em> di Cesenatico proseguono e sembrano scoperchiare un mondo decisamente diverso da ciò che l&#8217;apparenza ha sempre suggerito. Ma c&#8217;è tanto altro di cui parlare, a proposito della carriera di Marco Pantani.</p>
<p>E nel giorno di quello che sarebbe dovuto essere il suo compleanno, ecco che arrivano dichiarazioni scottanti. A renderle note è <strong>Angelo</strong> <strong>Zomegnan</strong>. Stiamo parlando dell&#8217;uomo che, dal 2004 al 2011, ha diretto il<strong> Giro d&#8217;Italia</strong>. Non è stato facile per lui assumere la direzione della Corsa Rosa, proprio nell&#8217;anno in cui è venuto a mancare Marco Pantani. Ma il suo riferimento, nelle dichiarazioni che compongono un pensiero scritto su Libero, risale al fatto che ha cambiato per sempre la carriera dello scalatore romagnolo. Ovvero i fattacci di <strong>Madonna di Campiglio</strong>.</p>
<h2>Pantani punito oltre misura</h2>
<p>Il 5 giugno del 1999, infatti, <strong>Marco Pantani fu sospeso da un Giro d&#8217;Italia che stava dominando</strong>. Il suo tasso di ematocrito nel sangue era troppo alto e si valutò una sospensione di 15 giorni dalle corse. Zomegnan, nel suo editoriale, ha fatto capire che il Pirata fu un capro espiatorio in un mondo malato: &#8220;<em>Nel 1999, quando Marco Pantani fu fermato al Giro d’Italia a Madonna di Campiglio per l’eccessiva presenza di globuli rossi nel sangue, verosimilmente dovuta al famigerato Epo, <strong>quasi tutti i primi dieci in classifica facevano uso di sostanze dopanti</strong> per migliorare l’ossigenazione del sangue ed avere prestazioni sportive più competitive</em>&#8220;.</p>
<p>Gli Anni Novanta furono terribili per il ciclismo su scala mondiale. I casi di doping fioccavano in maniera clamorosa, anche e soprattutto ad alti livelli. Casi come quello della <strong>Festina nel Tour de France 1998</strong>, oppure <strong>Bjarne Riis</strong> divenuto famoso come Monsieur 60% proprio per il suo tasso di ematocrito. Zomegnan fa capire quanto fosse ridicolo il contrattacco della federazione mondiale: &#8220;<em>Erano anni bui quelli della fine del secolo dove gli atleti cercavano di migliorare in tutti i modi le loro prestazioni, nulla era vietato ma semplicemente governato. Non si contrastava fattivamente l’uso dell’eritropoietina, ma semplicemente i globuli rossi prodotti artificialmente dovevano rimanere entro il 50% nel sangue</em>&#8220;.</p>
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<figure id="attachment_455258" aria-describedby="caption-attachment-455258" style="width: 730px" class="wp-caption alignnone"><img class="size-full wp-image-455258" src="https://www.meteoweek.com/wp-content/uploads/2021/01/marco-pantani-meteoweek.jpg" alt="" width="740" height="450" /><figcaption id="caption-attachment-455258" class="wp-caption-text">Marco celebra la maglia gialla al Tour del 1998 &#8211; meteoweek.com (Photo credit should read JOEL SAGET/AFP via Getty Images)</figcaption></figure>
<h2>Niente punizioni per chi barava</h2>
<p>Si torna dunque all&#8217;ambiente del ciclismo negli Anni Novanta. L&#8217;ex direttore del Giro d&#8217;Italia ha fatto capire che la sospensione di Marco Pantani fu sfruttata, a livello di immagine, per dimostrare un eventuale atteggiamento punitivo da parte dell&#8217;Uci. &#8220;<em>Hanno cercato di farlo passare come il delinquente nel convento di benedettine &#8211; sostiene Zomegnan &#8211; e così non era. C’era chi si faceva di epo, chi si faceva rinchiudere in una camera ipobarica, come Gotti, e chi addirittura si rimpinzava di viagra. <strong>C’erano alcune Miss che rimanevano stupite che, dopo 200 km di fatiche estenuanti, i corridori mostravano la loro parte intima pronta per un atto sessuale</strong></em>&#8220;.</p>
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<p>Dunque l&#8217;uso dell&#8217;epo per doparsi era diffuso nel ciclismo? &#8220;<em><strong>Assolutamente sì</strong></em> &#8211; risponde Zomegnan &#8211; . <em>Non si vietava l’uso dell’eritropoietina, ma si cercava di gestirne l’uso, non una cosa eticamente bella. Come se il furto di soldi fosse consentito e non punito sotto i mille euro, ma a mille e un euro si andasse in prigione</em>&#8220;. Secondo Zomegnan, dunque, Marco Pantani aveva ragione nel sostenere di essere stato tradito dal sistema: &#8220;<em><strong>Il team del Pirata ha commesso errori e lui è diventato il capro espiatorio</strong> </em>&#8211; conclude &#8211; <em>di un sistema marcio</em>&#8220;.</p>

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