<p><strong>Pep Guardiola compie oggi 50 candeline. L&#8217;attuale allenatore del Manchester City, in tredici anni di carriera tra i professionisti, ha rivoluzionato le idee del calcio: dal <em>falso nueve</em> al <em>tiki taka</em>. Il suo obiettivo più grande, adesso, è continuare a brillare ed alzare al cielo tanti altri trofei.</strong></p>
<figure id="attachment_460175" aria-describedby="caption-attachment-460175" style="width: 1270px" class="wp-caption aligncenter"><img class="size-full wp-image-460175" src="https://www.meteoweek.com/wp-content/uploads/2021/01/guardiola-meteoweek.com_.jpg" alt="guardiola" width="1280" height="720" /><figcaption id="caption-attachment-460175" class="wp-caption-text">Pep Guardiola è nato a Santpedor, in Spagna, il 18 gennaio 1971 (Photo by OLI SCARFF/AFP via Getty Images)</figcaption></figure>
<p>&#8220;Dovresti affidarmi la <strong>panchina</strong> della prima squadra&#8221;. L&#8217;avventura di <strong>Pep Guardiola </strong>tra i grandi del calcio iniziò con un pizzico di presunzione. L&#8217;allenatore, che fino a quel momento aveva guidato soltanto la seconda squadra del <strong>Barcellona</strong> ai vertici della quarta serie del calcio spagnolo, sapeva già che sarebbe arrivato in alto. L&#8217;esperienza da calciatore era ormai gettata alle spalle e gli obiettivi erano altri. &#8220;Te la sentiresti?&#8221;, rispose l&#8217;allora patron <strong>Joan Laporta</strong>. In quel momento il pizzico di presunzione divenne un qualcosa di più. &#8220;Sì, sei tu che non hai le palle per farlo&#8221;. Era l&#8217;8 maggio 2008 e alla guida dei blaugrana venne ufficializzato un tecnico di soli 37 anni, che in pochi anni avrebbe rivoluzionato la filosofia del pallone. Oggi, il genio del <em>tiki taka</em>, attualmente alla guida del <strong>Manchester City</strong>, spegne 50 candeline.</p>
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<h2>Il calcio di Guardiola</h2>
<p><strong>Barcellona</strong>, <strong>Bayern Monaco</strong>, <strong>Manchester City</strong>. Tre campionati spagnoli, due Coppe del Re, tre Supercoppe di Spagna, due Champions League, due Mondiali per Club e due Supercoppe europee. Molto più di un semplice <em>triplete</em>. Il tutto conquistato con gran parte di giocatori da lui cresciuti, tra cui Puyol, Piqué, Xavi, Busquets, Iniesta e soprattutto Messi. Tre campionati tedeschi e due Coppe di Germania. Due campionati inglesi e una storia ancora da scrivere. Ricca di ambizioni.</p>
<p>Il calcio rivoluzionario di <strong>Pep Guardiola</strong> ha conquistato il mondo. I 50 anni, per uno degli allenatori migliori in Europa, non sono altro che un nuovo inizio. Per il tecnico nato il 18 gennaio 1971 a Santpedor la bacheca è ancora spaziosa: mezzo secolo non è senza dubbio sufficiente per riempirla. &#8220;<em>Il tempo logora tutto, anche i sogni</em>&#8220;, disse nel momento in cui lasciò definitivamente il <strong>Barcellona</strong>. È così che giorno dopo giorno va alla ricerca di nuovi obiettivi da raggiungere attraverso la sua geniale filosofia. &#8220;<em>Ho bisogno di <strong>nemici</strong>, di persone che mi odino. Il lavoro di un allenatore consiste nel vendicarsi e nel <strong>cercare di superarsi</strong></em>&#8220;.</p>
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<h2>Tanti auguri Pep</h2>
<p>In tantissimi — calciatori, allenatori ed ex compagni di <strong>Pep Guardiola </strong>— gli stanno dedicando messaggi di augurio per il suo cinquantesimo compleanno. Un <em>fenomeno </em>apprezzato da amici e rivali. Tra i primi, in particolare, c&#8217;è <strong>Fabio Capello</strong>, il quale gli ha a lungo riservato parole di elogio. &#8220;<em>Un uomo che ha influenzato in profondità la storia del calcio. Hanno cercato di imitarlo in tutto il mondo. L’intelligenza è la sua migliore caratteristica. Si capiva anche da giocatore che aveva una testa particolare. Era <strong>curioso</strong>, domandava, sebbene possedesse già le sue idee. Il football di Pep si è evoluto e anche questo conferma la sua <strong>intelligenza</strong>. Nel calcio gli avversari trovano sempre le contromisure. Aggiornarsi è fondamentale. Il calcio di <strong>Guardiola</strong> oggi è più verticale, più incline alla profondità. Ha mantenuto le sue prerogative, basate sul palleggio e sul possesso, ma è stato modernizzato. Il recupero palla e il pressing molto avanzato, oltre al dribbling. Non si era mai vista prima di <strong>Guardiola</strong> una squadra capace di riconquistare il pallone in quel modo</em>&#8220;. Così l&#8217;ex allenatore ha riassunto la filosofia del tecnico del <strong>Manchester City </strong>in un&#8217;intervista alla <em>Gazzetta dello Sport</em>.</p>

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