<p><strong>Sebastiano Esposito è approdato al Venezia dopo una prima parte di stagione trascorsa alla SPAL senza essere quasi mai utilizzato. L&#8217;attaccante è pronto a dare una mano ai lagunari, che attualmente si trovano a metà della classifica di Serie B. Ne ha parlato nel corso della conferenza stampa di presentazione.</strong></p>
<figure id="attachment_460450" aria-describedby="caption-attachment-460450" style="width: 1270px" class="wp-caption aligncenter"><img class="size-full wp-image-460450" src="https://www.meteoweek.com/wp-content/uploads/2021/01/esposito-venezia-meteoweek.com_.jpg" alt="esposito" width="1280" height="720" /><figcaption id="caption-attachment-460450" class="wp-caption-text">Sebastiano Esposito, nuovo giocatore del Venezia (Twitter/Venezia)</figcaption></figure>
<p><strong>Sebastiano Esposito</strong>, dopo avere trascorso una prima metà di stagione alla <strong>SPAL </strong>senza trovare grande spazio, ha deciso in accordo con la società estense e con il suo entourage di risolvere il prestito. L&#8217;<strong>Inter</strong>, che detiene la proprietà del cartellino, dunque, ha provveduto a spedirlo a gennaio al <strong>Venezia</strong>, club che ha manifestato il proprio interesse nei confronti del classe 2002 con l&#8217;obiettivo di ottenere i rinforzi per fare un balzo verso la zona play-off di <strong>Serie B</strong>. L&#8217;attaccante, da parte sua, ha accettato di buon grado la corte dei lagunari. Sabato, in occasione della trasferta contro il <strong>Pordenone</strong>, il giocatore ha esordito subentrando dalla panchina. La gara si è conclusa con una sconfitta, me per il giovane di Castellammare di Stabia è stata ugualmente una soddisfazione.</p>
<h2>Il ds Collauto presenta il nuovo acquisto</h2>
<p>Quest&#8217;oggi è stata organizzata la conferenza stampa di <strong>Sebastiano Esposito</strong>, nonostante il giocatore si sia già presentato sul campo. A tessere le lodi del classe 2000 è stato il direttore sportivo <strong>Mattia Collauto</strong>:<br />
<em>&#8220;Esposito non ha bisogno di particolari presentazioni, è un ragazzo molto giovane ma può vantare già esperienze di alto livello, perchè quando giochi così giovane in quel modo in uno stadio importante come San Siro significa che sei un giocatore importante.</em> Abbiamo avuto l’opportunità di portare a Venezia uno dei giocatori più pomettenti dell’intero panorama calcistico e grazie agli ottimi rapporti che abbiamo con l’Inter e soprattutto alla volontà del ragazzo siamo riusciti a portare a buon fine l’operazione. In rosa non avevamo un giocatore con le caratteristiche di Sebastiano, perchè ha delle qualità importanti che gli permettono di giocare in tutte le zone d’attacco&#8221;, ha detto.</p>
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<h2>Esposito si racconta</h2>
<p>Il ds <strong>Mattia Collaudo </strong>ha successivamente lasciato spazio al protagonista dell&#8217;evento, che ha risposto alle domande dei giornalisti. Innanzitutto, <strong>Sebastiano Esposito </strong>è tornato a parlare della gara d&#8217;esordio con la maglia del <strong>Venezia</strong>: &#8220;<em>Ringrazio il Direttore Collauto per le belle parole spese nei miei confronti; sicuramente non meritavamo di perdere contro il <strong>Pordenone</strong>, perchè la squadra ha creato tantissimo in fase offensiva senza peraltro subire in fase difensiva</em>&#8220;.</p>
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<p>E sulla scelta di approdare ai lagunari: &#8220;<em>Sono qui a <strong>Venezia</strong> per dare il mio contributo nell’aiutare la squadra a migliorare in fase realizzativa ed ho scelto questo club perchè la società ed il mister mi hanno fatto un’ottima <strong>impressione</strong>, facendomi sentire subito a casa sin dal primo momento in cui ci siamo parlati. Stavo attraversando un momento <strong>difficile</strong> ma loro mi hanno fatto subito percepire la loro fiducia, facendomi capire che con questa maglia avrei potuto fare cose importanti, ora tocca a me fare in modo che questa fiducia aumenti ulteriormente. Per quanto riguarda il <strong>ruolo</strong>, non c’è problema. Ho giocato in passato assieme a <strong>Lukaku</strong> che faceva la prima punta, io penso di poter rivestire il ruolo di seconda punta</em>&#8220;. Una parentesi anche sull&#8217;addio alla <strong>SPAL</strong>, dove giocava insieme al fratello: &#8220;<em>E’ stato bello giocare alla Spal con mio fratello. È dispiaciuto a entrambi dover lasciare il club estense.</em> <em>Mi ha detto di fare bene e di sfruttare al meglio questa opportunità. Non sono riuscito a fare quello che avrei voluto fare a Ferrara</em>&#8220;.</p>
<p>L&#8217;attaccante partenopeo si è dunque raccontato a cuore aperto, tra passato e presente: &#8220;<em>In famiglia siamo cresciuti pane e pallone, vedendo giocatori fortissimi da vicino come <strong>Danilo D’Ambrosio</strong>.</em> <em>Facevo il raccattapalle alla <strong>Juve Stabia</strong>, grazie a mio padre e a mio fratello maggiore abbiamo sempre avuto una passione incredibile per il calcio. Penso che non ci sia niente di più bello del calcio. Con la <strong>pressione</strong> bisogna conviverci e non bisogna sentirla. Se sbaglio qualcosa non è per colpa della pressione, ma perché devo ancora crescere. Se sbaglio e sbaglierò sarà per colpa mia. La pressione ti fa sentire <strong>importante</strong></em>&#8220;.</p>
<p>E sull&#8217;avventura all&#8217;<strong>Inter</strong>: &#8220;<em>Esordire in<strong> Europa League</strong> è stato un evento totalmente inaspettato. Eravamo in cinque della <strong>Primavera</strong> e io ero il più piccolo, ho scelto a <strong>Venezia</strong> la maglia numero 70 proprio per ricordare quell’esordio bellissimo. Per accordi con la <strong>Nazionale Under 17</strong> non ero andato al <strong>Mondiale</strong>. Per questo non è stata totalmente una sorpresa esordire in <strong>Champions League</strong>. <strong>Conte</strong> mi aveva fatto capire che sarebbe potuto arrivare il mio momento. E poi c’è stata anche la prima volta in campionato. La <strong>Serie B</strong></em> — conclude <strong>Esposito </strong>— <em>è un campionato totalmente diverso dalla<strong> Serie A</strong>, sono convinto che possiamo ancora dire la nostra, anche se in questo momento le cose non stanno andando benissimo</em>&#8220;.</p>

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