Vettori si confessa: “Sono un perfezionista, penso solo al titolo”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:25

Il fighter azzurro continua la scalata verso il titolo. Un mese dopo la vittoria su Hermansson, Vettori si confessa e torna anche sulla sua crescita.

marvin vettori
La grinta di Marvin – meteoweek.com (Photo by Chris Unger/Zuffa LLC via Getty Images)

Marvin Vettori rappresenta una delle note liete per quanto riguarda gli sport da combattimento nel nostro Paese. Il fighter nativo di Mezzocorona ha ottenuto risultati importanti nel 2020 appena passato in archivio. L’ultimo in ordine di tempo è la bella vittoria portata a casa contro il colosso svedese Jack Hermansson, circa un mese fa a Las Vegas. Un successo che è portato una gran ventata di fiducia per l’atleta italiano, che ha potuto testarsi su una distanza di match decisamente più lunga rispetto alle sue condizioni preferite.

Vettori è stato intervistato dai colleghi della Gazzetta dello Sport. Il fighter azzurro è partito proprio dal match vinto contro Hermansson. Un incontro particolarmente sentito e vinto con ampio merito. Ma Marvin fa capire che non ha pensato più di tanto a festeggiare per il successo: “Io sono un perfezionista, pensi che dopo il match ero contento ma non al 100%: per com’è andata avrei dovuto finirlo. Però è vero, ho dimostrato tanto. Chi dice che non ho cardio non è un osservatore attento: si riguardino i miei match, il terzo round l’ho vinto spesso e anche con dei 10-8…”.

Come abbiamo già accennato, quel match era considerato fuori dalla portata di Marvin Vettori, se non altro per la sua durata. E aver vinto nonostante una durata maggiore dell’incontro ha dato grande soddisfazione al nostro portacolori: “Ho chiuso la bocca anche a loro. Io sapevo di essere pronto, basta quello. A quel punto l’incontro può durare anche 10 round, non conta. Anzi, per me i 5 round sono la misura giusta: sai già che entri in gabbia con l’avversario e ci stai per 25 minuti. Così il valore di un fighter viene fuori di più che sui 15’”.

Hermansson poteva essere battuto già alla prima ripresa? La risposta di Vettori è anche questa sincera: “Sì e no, è stato per un insieme di cose: un pizzico di fortuna per Jack che alcuni colpi non sono andati a segno, ma anche bravura sua nel coprirsi mentre andava giù, nel riprendersi in fretta e nell’essere molto attivo nella guardia così da impedirmi un ground and pound efficace. Poi dopo quell’episodio ha tirato avanti 4 round, è stato davvero bravo“. Ma più in generale, Marvin è contento per il modo in cui è riuscito a crescere nella gabbia: “Il match l’ho rivisto più volte e sono sicuro che mi farà fare un salto di qualità. Alla fine a Hermansson ho detto: ‘Oggi ho vinto io, ma siamo migliorati tutti e due’”.

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Dunque Marvin cerca anche il rapporto umano con gli altri fighter: “Sono sincero, mi piace e mi stimola di più quando c’è una rivalità che va oltre la prestazione sportiva. Ma sono un atleta del massimo livello nel mio sport, e devo essere bravo a performare in qualsiasi circostanza, non è che se non c’è nulla col mio avversario poi non rendo“. Vettori ha svelato anche a cosa pensa quando si trova nella gabbia: “Alla mia ascesa verso il titolo, e so che per arrivarci ogni avversario ha un pezzo di qualcosa che voglio. Questo mi da la motivazione, ma se c’è quell’extra in più non mi dispiace. Però sia chiaro: non è che lo creo per forza o me lo vado a cercare. Se capita del trash talking, non è costruito. Fa parte del gioco, semplicemente”.

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Finora Marvin Vettori ha incassato quattro sole sconfitte. Nell’analisi di ognuna di loro, il fighter di Mezzocorona prova a dare una spiegazione diversa, ma sempre razionale. “La prima a Monza contro Grandis, ma la considero e non la considero – dice – . Avevo 18 anni, ero un bambino, non sapevo niente non solo delle Mma ma dello sport in generale, e mi ritrovo in gabbia contro uno che competeva da 10 anni nella lotta grecoromana. Lì però lui temeva il mio striking, è stata tirata. Poi Beaumont a Londra, un muratore inglese che menava duro, io ero migliore ma lui più esperto. Era uno dei miei primi match in inghilterra, dopo tanti sacrifici. E poi Cara de sapato in uno dei miei primi match Ufc“.