Italiano in conferenza stampa: “Milan, non abbiamo paura”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:39

La conferenza stampa dell’allenatore dello Spezia, Vincenzo Italiano, è stata breve ma ricca di contenuti. Ecco le parole del tecnico ligure alla vigilia del match contro il Milan.

Il tecnico dello Spezia Vincenzo Italiano non teme il Milan e ha fiducia nello stato di forma della sua squadra.

Le parole di Italiano

VITTORIA AD UDINE – «Siamo contenti di aver prima di tutto mosso la classifica perchè noi avevamo un obiettivo: arrivare alla sosta mettendo dentro qualche punto e cercando di crescere soprattutto in autostima, in consapevolezza di quello che si va a proporre e se questo avviene attraverso i risultati è un grandissimo vantaggio. Sono convinto che si può migliorare, dobbiamo farlo però avevo chiesto di non mancare in sacrificio e attenzione. A Udine siamo stati capaci di giocare mezzora in inferiorità numerica e se non metti dentro queste caratteristiche che ho detto penso sia complicato».

GLI IMPEGNI RAVVICINATI – «Abbiamo fatto due sforzi importanti dopo una condizione fisica non al 100%, è chiaro che la fatica si faccia sentire. Abbiamo cercato nei primi due giorni di recuperare le energie, di fare quello che è possibile fare nella preparazione della partita in due giorni contro una grandissima squadra come il Milan. Dobbiamo essere veloci a cercare di apprendere e mettere in pratica quello che si è proposto. Domani non ci sarà sicuramente Ferrer, Deiola che ha avuto questo problemi e non lo vogliamo rischiare, Terzi è squalificato. Per il resto ci siamo, chi verrà chiamato in causa daranno sempre il massimo e cercheranno di fare una prestazione importante».

LE IDEE – «È normale che una vittoria del genere ti fa lavorare bene in quello che è la preparazione della partita nell’immediato. Devi cercare sempre di vincere, di convincere, di fare prestazioni, di essere all’altezza della situazione. Qui si deve costruire una squadra vera, ci deve essere un gruppo unito con attaccamento alla maglia. Prima lo facciamo e prima diventiamo una squadra vera. La lingua è un problema nel mettere insieme tanti giocatori stranieri ma il fatto di comunicare in campo è una lingua universale. I giocatori intelligenti fanno presto a capire, come Zoet che si sta sforzando a capire l’italiano. È normale che le situazioni in campo sono facili da capire. Le difficoltà le hanno tutte le squadre però dobbiamo superarle al più presto».

Vincenzo Italiano, allenatore dello Spezia, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia del match di campionato contro il Milan. Queste le sue parole:

VITTORIA AD UDINE – «Siamo contenti di aver prima di tutto mosso la classifica perchè noi avevamo un obiettivo: arrivare alla sosta mettendo dentro qualche punto e cercando di crescere soprattutto in autostima, in consapevolezza di quello che si va a proporre e se questo avviene attraverso i risultati è un grandissimo vantaggio. Sono convinto che si può migliorare, dobbiamo farlo però avevo chiesto di non mancare in sacrificio e attenzione. A Udine siamo stati capaci di giocare mezzora in inferiorità numerica e se non metti dentro queste caratteristiche che ho detto penso sia complicato».

GLI IMPEGNI RAVVICINATI – «Abbiamo fatto due sforzi importanti dopo una condizione fisica non al 100%, è chiaro che la fatica si faccia sentire. Abbiamo cercato nei primi due giorni di recuperare le energie, di fare quello che è possibile fare nella preparazione della partita in due giorni contro una grandissima squadra come il Milan. Dobbiamo essere veloci a cercare di apprendere e mettere in pratica quello che si è proposto. Domani non ci sarà sicuramente Ferrer, Deiola che ha avuto questo problemi e non lo vogliamo rischiare, Terzi è squalificato. Per il resto ci siamo, chi verrà chiamato in causa daranno sempre il massimo e cercheranno di fare una prestazione importante».

LE IDEE – «È normale che una vittoria del genere ti fa lavorare bene in quello che è la preparazione della partita nell’immediato. Devi cercare sempre di vincere, di convincere, di fare prestazioni, di essere all’altezza della situazione. Qui si deve costruire una squadra vera, ci deve essere un gruppo unito con attaccamento alla maglia. Prima lo facciamo e prima diventiamo una squadra vera. La lingua è un problema nel mettere insieme tanti giocatori stranieri ma il fatto di comunicare in campo è una lingua universale. I giocatori intelligenti fanno presto a capire, come Zoet che si sta sforzando a capire l’italiano. È normale che le situazioni in campo sono facili da capire. Le difficoltà le hanno tutte le squadre però dobbiamo superarle al più presto».

SUL MILAN, ITALIANO HA DETTO – «Ho detto che queste partite alle volte si sbaglia dopo che le hai preparate in una settimana intera, noi l’abbiamo fatta in due giorni. E preparare una gara contro una corazzata in due giorni è normale che dobbiamo cercare di alzare l’asticella dell’attenzione. Andiamo a San Siro, non può esserci per noi emozione o niente che ci possa distogliere dal fatto di fare la prestazione. Dobbiamo andare forte, migliorare e crescere perchè la vittoria di mercoledì non è che abbia cambiato tantissimo le cose. E’ chiaro, fa bene, è una grande iniezione di fiducia ma dobbiamo crescere tantissimo».

Cosa stai trasmettendo dalla tua esperienza di giocatore?
“Quello che chiedo ai ragazzi è di iniziare ad una velocità diversa rispetto allo scorso anno perché lo richiede la categoria. Quando giochi contro queste squadre qua devi dare il 200%, devi andare oltre a quello che si è convinti di essere e avere. Poi è il campo che dà le risposte, c’è sempre un avversario che – faccio una battuta – spero di non trovare al 100% e poi dobbiamo metterci del nostro”.

Cosa ha Ferrer, mister Italiano?
“Ferrer non viene perché in questo momento penso non sia serenissimo, non vediamo l’ora finisca il mercato e chiudiamo questi discorsi e dal 5 ottobre ci sia un gruppo unito che vada a battagliare in tutti i campi. In questo momento ho deciso di non utilizzarlo per domani perché ho detto di essere al 200% e uno non è neanche al 50% è normale che non venga utilizzato. Sono cose che capitano, sono successe anche a me nella mia carriera da calciatore. Sinceramente io delle volte sono sceso in campo non rendendo al massimo perché ero un po’ distratto da altre cose e, ora che faccio l’allenatore, preferisco che un mio calciatore stia tranquillo e sereno, risolviamo insieme i problemi”.

SENZA IBRA – «In questo momento, con il virus e con situazioni dove c’è sempre qualche problema, pensi di essere apposto e ti trovi ad avere difficoltà non preventivatili. Penso che il Milan abbia giocatori di altissimo livello fuori, penso che abbia giocato giovedì 120 minuti ma a questi livelli qua sono convinto che non sia un problema perché giocatori di questo livello sanno attaccare subito l’interruttore e andare forte contro chiunque. Il fatto delle assenze, parlavo dal punto di vista della prestazione dove può darsi che qualcuno di loro conceda qualcosina in più rispetto alla gara precedente dobbiamo essere bravi noi a metterli in difficoltà. Le difficoltà le avremo contro chiunque ma se una squadra come il Milan non ha Ibrahimovic un po’ devi cercare non dico di approfittarne ma è un pericolo in meno sicuramente».

SU SEMA – «Sema è un play, nel nostro sistema di gioco andrà in competizione con Ricci e ci tengo anche a spendere due parole perché si sta comportando bene. Mi auguro che per lui questa sia la base dove possa poi mettere dinamismo».

SU ESTEVEZ – «Ha avuto un problemino al quadricipite, abbiamo cercato di dargli continuità di allenamento tenendolo fermo. Si è allenato bene, domani è a disposizione. Anche lui è un ragazzo sveglio».

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