<p><strong>L&#8217;avventura di Musa Barrow tra le fila dell&#8217;Atalanta, squadra in cui è cresciuto, non è stata soddisfacente. L&#8217;attaccante, oggi in forza al Bologna, ha parlato del rapporto mai idilliaco con il tecnico Gian Piero Gasperini.</strong></p>
<figure id="attachment_496018" aria-describedby="caption-attachment-496018" style="width: 1270px" class="wp-caption aligncenter"><img class="size-full wp-image-496018" src="https://sport.meteoweek.com/wp-content/uploads/2021/03/barrow-bologna-meteoweek.com_.jpg" alt="barrow" width="1280" height="720" /><figcaption id="caption-attachment-496018" class="wp-caption-text">Musa Barrow ha ritrovato la felicità con la maglia del Bologna (Photo/Getty Images)</figcaption></figure>
<p>In una stagione e mezza in <strong>Serie A</strong>, 44 presenze e 14 reti. <strong>Musa Barrow </strong>sta vivendo un momento d&#8217;oro tra le fila del <strong>Bologna</strong>, ma la sua esperienza in Italia non è sempre stata rose e fiori. L&#8217;attaccante gambiano, infatti, è cresciuto nelle giovanili dell&#8217;<strong>Atalanta</strong>, senza però trovare mai grandi spazi in prima squadra. Sia per la spietata concorrenza nel reparto avanzato, sia per la presenza in panchina del tecnico <strong>Gian Piero Gasperini</strong>, con cui non si è trovato umanamente bene. Adesso, tuttavia, la storia è molto diverta. Alla corte di <strong><a href="https://sport.meteoweek.com/2021/03/13/bologna-mihajlovic-samp/" target="_blank" rel="noopener">Sinisa Mihajlovic</a> </strong>il classe &#8217;98 ha ritrovato la felicità e vuole puntare in alto.</p>
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<h2>Barrow, il confronto Gasperini-Mihajlovic</h2>
<p><strong>Musa Barrow</strong>, in una lunga ed interessante intervista rilasciata al <em>Corriere dello Sport</em>, si è raccontato tra passato, presente e futuro. Prima di tutto, però, ha voluto chiudere il capitolo <strong>Atalanta</strong>, spiegando il motivo della rottura avvenuta a gennaio dello scorso anno: &#8220;<em><strong>Gasperini</strong> mi ha portato in prima squadra ed ho iniziato bene con una tripletta. Tanto che il mister non voleva un altro attaccante. Poi presero <strong>Zapata</strong> per farmi da secondo. Prime cinque partite ho giocato io. Poi, lui è entrato a <strong>Bologna</strong> e non si è fermato più. Gasperini a me chiedeva tanto, ma <strong>non mi capiva</strong>&#8220;.</em></p>
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<p>E aggiunge: &#8220;<em>L&#8217;allenatore deve sapere come è fatto un giocatore. Dico come <strong>uomo</strong>. Se ti stimola, ti fa stare bene. Con <strong>Mihajlovic</strong> parliamo sempre, si arrabbia, ma se sbaglia mi chiede <strong>scusa</strong>. Anche a noi giovani. Ho più rapporto con lui che con Gasperini. Quest&#8217;ultimo vuole il risultato, è <strong>duro</strong>. Non mi capiva. Da Mihajlovic vado e dico: <strong>mister possiamo parlare</strong>? E lui: certo. Mi ascolta, mi dà <strong>consigli</strong> e mi dice cosa devo chiedere a me stesso</em>&#8220;. I due allenatori sono diversi anche in relazione al campo: &#8220;<em><strong>Mihajlovic</strong> cerca sempre di fare la sua partita. Palla a terra e via. Anche col Barcellona. <strong>Gasperini</strong> gioca uno contro uno, ognuno ha il suo marcatore</em>&#8220;.</p>
<figure id="attachment_496047" aria-describedby="caption-attachment-496047" style="width: 730px" class="wp-caption aligncenter"><img class="size-full wp-image-496047" src="https://sport.meteoweek.com/wp-content/uploads/2021/03/gasperini-mihajlovic-meteoweek.com_.jpg" alt="gasperini mihajlovic" width="740" height="480" /><figcaption id="caption-attachment-496047" class="wp-caption-text">Sinisa Mihajlovic insieme a Gian Piero Gasperini (Photo/Getty Images)</figcaption></figure>
<h2>Gli obiettivi di Musa</h2>
<p>Adesso, tuttavia, il principale obiettivo di <strong>Musa Barrow</strong> è quello di dare mostra delle sue qualità: &#8220;<em>Quest’anno non è finito. Posso ancora andare in <strong>doppia cifra</strong>. Ho fatto cinque gol, l’anno scorso nove. Ho dodici partite per arrivare a dieci. <strong>Mihajlovic</strong> crede nel mio <strong>talento</strong>, dice che potrei essere anche una prima punta. Mi dice: &#8216;Devi sentire il difensore. Se non senti il difensore, ti porta via la palla&#8217;. Ci sto provando. Ho iniziato <strong>mezzala</strong>, poi <strong>esterno.</strong> Mi chiamo <strong>Musa</strong>. Il mio nome significa &#8216;<strong>uno che non ha paura</strong>&#8216;&#8221;. </em>E quando resta in panchina, non la vive bene: &#8220;<em>Non penso che a quando devo entrare. È bruttissimo stare in <strong>panchina</strong> ma ogni tanto ti tengono lì per farti capire che hai sbagliato&#8221;. </em>Infine, una battuta sui calci di rigore: &#8220;<em>Ora li tira <strong>Orsolini</strong> ma se me ne capita un altro e sono in campo voglio tirarlo&#8221;.</em></p>

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