<p><strong>Paolo Maldini è un&#8217;icona del calcio italiano, oltre che essere la bandiera del Milan. Le sue dichiarazioni però, stanno facendo il giro del web.</strong></p>
<p><img class="alignnone wp-image-392256 size-full" src="https://sport.meteoweek.com/wp-content/uploads/2020/10/paolo-maldini-1.jpg" alt="" width="740" height="500" /></p>
<p>Diego Guido, ha scritto per 66thand2ND, un libro sulla vita di Paolo Maldini, ex bandiera del Milan e attualmente dirigente del club rossonero. Lo stesso Diego, ha parlato con il diretto interessato che si è aperto, raccontando qualche retroscena. Calciomercato.com riporta alcuni estratti del libro di Maldini: “La verità è che dopo il licenziamento di Zvone Boban, anche io ero fuori. Siamo stati molto diretti tra noi nel dirci cosa non ci piaceva delle idee dell&#8217;altro.</p>
<p>Poi ci sono le conoscenze calcistiche: se io di calciatori ne so qualcosa, lui ne sa moltissimo. È molto più bravo di me, lo ammetto senza alcun problema, ad analizzare una partita e un giocatore. Vedeva cose che io non notavo. E ci completavamo molto bene. Lui osservava più i centrocampisti e i giocatori offensivi, io mi concentravo più sui difensori&#8221;.</p>
<p><b>CON LEONARDO</b> &#8211; Nel libro si parla anche dal rapporto con Leonardo: &#8220;Mi sono sentito inadatto a accompagnarlo per i primi sei mesi. Tante cose le sapevo, tante idee già le avevo. Però a livello pratico dovevo imparare un lavoro nuovo. Credo di aver iniziato davvero a dare il mio apporto quando Leo mi ha detto che se ne sarebbe andato. Lì mi sono detto &#8220;e adesso che cazzo succede?&#8221;. Non mi sentivo sicuro a dover condurre una trattativa. Ci sono specificità del lavoro che dovevo ancora approfondire. Poi ho iniziato a doverlo fare da solo ed è diventata la cosa più naturale del mondo. Ho capito cosa dire e cosa non dire. Come cambiare registro sulla base dell&#8217;interlocutore, quelli con cui serve parlare chiaro e quelli con cui devi usare più diplomazia. Se sei sempre stato in questo mondo e usi buonsenso sono cose che poi vengono molto facili. Ed è bello farle&#8221;.</p>
<p><b>RANGNICK</b> &#8211; I ricordi anche di un anno fa, quando Ralf Rangnick sembrava pronto a diventare la nuova guida del Milan: &#8220;Ricordo che ne avevamo parlato qui (nel suo ufficio, ndr) io e lui (Boban, ndr). Gli avevo detto che mi ero stancato, che dovevo dire delle cose. E quindi ho pubblicamente detto quello che sentivo giusto. La stessa cosa l&#8217;aveva fatta poi lui. Rimanendo, però, fino al termine della stagione per &#8216;senso di responsabilità&#8217;. Verso l&#8217;allenatore e verso i giocatori con cui parlavo sempre. Verso il Milan. Mi ero detto che dovevo arrivare fino a fine stagione. A quel punto, con l&#8217;accordo con Rangnick ormai fatto, avrei lasciato. Poi però le cose sono cambiate e ora sono qui&#8221;.</p>
<p><b>SCOPRIRE UN GIOCATORE</b> &#8211; &#8220;Mi dà molta soddisfazione seguire un giocatore, sceglierlo, riuscire a portarlo qui e vedere che gioca bene. Con i giovani, magari che vengono anche da altri paesi, le variabili sono davvero tante. Riuscirci è molto bello. Sono arrivati tanti ragazzi giovani per la prima squadra o la Primavera. E con loro non incontri solo il ragazzo e l&#8217;agente, ma anche la mamma, il papà, i fratelli. I genitori mi chiedono di prenderci cura dei loro figli. Io rispondo che anche io sono papà, che baderemo ai loro figli e che sono sempre i benvenuti. A livello umano credo di essere portato a trasmettere certe cose ai ragazzi e alle loro famiglie&#8221;.</p>
<p><b>IL SUO LAVORO </b>&#8211; Ecco come porta avanti il suo lavoro, Paolo Maldini, nelle parole raccontate a Diego Guido nel suo libro: &#8220;Mi piace fare il mio lavoro seguendo i miei principi, senza farmi condizionare dal momento, dall&#8217;eventuale basso budget a disposizione, dall&#8217;eventuale flessione di risultati della squadra&#8221;. Sulle scelte di mercato: &#8220;Non sempre si riesce ad arrivare all&#8217;accordo. A volte devi lasciare determinati giocatori sui cui volevi puntare molto e affrontare questa cosa in modo equilibrato. L&#8217;equilibrio fa bene a me e fa bene a loro, perché poi il rapporto rimane. Come sempre le cose importanti sono il rispetto e l&#8217;onestà. Quando tu sei onesto che cosa ti possono rimproverare? Che non hai acquistato Messi? Io non ti mai detto che avevo i mezzi per riuscirci&#8221;.</p>
<p><b>LE IDEE </b>&#8211; E chiudiamo con le sue idee: &#8220;Se penso alle mie idee di quando sono arrivato, idee sportive intendo, e a quelle che ho adesso, è cambiato il mondo. Ho visioni completamente diverse. Le ho cambiate anche grazie ai conflitti interni con la proprietà, a confronti con idee diverse dalle mie, con persone diverse da me. Ho vissuto risultati che non mi sarei aspettato così negativi o così positivi. Avevo certezze che ho dovuto mettere in discussioni e cambiare. Adesso la mia visione è diversa, ma probabilmente se me lo chiederai tra due anni sarà ancora diversa&#8221;.</p>
<p><strong>Leggi anche&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;>;</strong> <a href="https://sport.meteoweek.com/2021/03/16/il-man-utd-fa-sul-serio-vuole-cedere-dalot-al-milan/">Il Man Utd fa sul serio: vuole cedere Dalot al Milan</a></p>
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