<p><strong>Il nuovo capitano azzurro di Coppa Davis ha sottolineato la grande nidiata di talenti in Italia. Su Musetti e Sinner, Volandri intende fondare la nazionale italiana del futuro.</strong></p>
<figure id="attachment_498414" aria-describedby="caption-attachment-498414" style="width: 1270px" class="wp-caption alignnone"><img class="size-full wp-image-498414" src="https://sport.meteoweek.com/wp-content/uploads/2021/03/volandri-meteoweek.jpg" alt="volandri meteoweek" width="1280" height="767" /><figcaption id="caption-attachment-498414" class="wp-caption-text">Volandri sa bene di avere tante responsabilità &#8211; meteoweek.com (photo by Getty Images)</figcaption></figure>
<p>L&#8217;Italia del <strong>tennis</strong> sembra stia vivendo una fase a dir poco positiva e in costante crescita nei risultati e nella forza dei suoi giocatori. Quantomeno questa crescita, che poi si riflette negli stessi giocatori, la stiamo vivendo al maschile. Tra i big consolidati come <strong>Berrettini</strong> e <strong>Fognini</strong> e i giovani in costante miglioramento come <strong>Sinner</strong> e <strong>Musetti</strong>, di certo il movimento azzurro ne sta giovando e ne raccoglie i risultati. Il nuovo capitano di Coppa Davis<strong> Filippo Volandri</strong>, intervistato dai colleghi della Gazzetta dello Sport, ha voluto porre l&#8217;accento su questo momento florido.</p>
<p>Si parte ovviamente dal fenomeno della settimana, ovvero <strong>Lorenzo Musetti</strong>. Il capitano di Davis ha ammesso di averlo seguito con grande passione: &#8220;<em>Non dormo da una settimana. Sono entusiasta della crescita del ragazzo, ha fatto un grande cambiamento, tanto lavoro sul gioco. E si vedono i risultati</em>&#8220;. Volandri ha svelato qual è, secondo lui, la miglior partita affrontata dal carrarese in Messico: &#8220;<em><strong>Il match con Tiafoe è stato quello che da tecnico mi ha dato i segnali più importanti.</strong> Perché era l’avversario più insidioso e Lorenzo ha iniziato male. Però l’ha portata a casa pur non giocando bene e questo per un tennista è decisivo</em>&#8220;.</p>
<p>Nella stessa settimana ha provato a fare strada a Dubai anche <strong>Jannik</strong> <strong>Sinner</strong>. Il vincitore di Melbourne 1 è stato fermato ai quarti di finale da un clamoroso <strong>Karatsev.</strong> Il capitano di coppa vede in lui grandissime qualità: &#8220;<em>Jannik è un patrimonio incredibile per il tennis italiano. Ora è cresciuto, ha più esperienza. È naturale che faccia un po’ più fatica perché non è più lo sconosciuto di turno. Molti giocatori stanno imparando a conoscerlo e si preparano meglio quando sanno di affrontarlo.E forse sente un po’ di più il dovere di vincere, la pressione è naturale</em>&#8220;.</p>
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<p>Come si può facilmente intuire quando li si vede giocare, <strong>Musetti</strong> e <strong>Sinner</strong> affrontano il tennis in maniera diversa l&#8217;uno dall&#8217;altro. Se non altro dal punto di vista del modo di giocare. Volandri, però, sottolinea che sul piano del sacrificio e della passione ci sono molti punti in comune tra i due talenti azzurri: &#8220;<em><strong>Sono diversi nello stile, sicuramente, ma molto simili nell’approccio al tennis.</strong> Per entrambi è la priorità assoluta. Hanno scelto di fare questo lavoro con il massimo della convinzione e della passione. Poi in squadra di stili ne abbiamo almeno tre</em>&#8220;.</p>
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<h2>Volandri: &#8220;Non solo Sinner e Musetti&#8221;</h2>
<p>Naturalmente nessuno deve dimenticare che il tennista italiano migliore, ranking alla mano, è sempre <strong>Matteo</strong> <strong>Berrettini</strong>. Nonostante la sua decima posizione ben stabile nella classifica mondiale, Volandri punta su di lui non solo per il presente, ma anche per il futuro: &#8220;<em>C&#8217;è Berrettini, che adesso è fuori per infortunio ed è pur sempre 10 al mondo. Lui è il giocatore moderno e potente, servizio e dritto. Poi c’è Lorenzo, che io chiamo “il difensore&#8221;, perché sta lì e si difende con pazienza per poi sferrare il colpo di grazia. E infine Jannik, &#8220;il Pistolero”, perché si piazza sulla linea di fondo e comincia a sparare le sue mine</em>&#8220;.</p>

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