Sassuolo, Carnevali: “La Superlega uccide la Serie A, brutta storia l’avidità”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:22
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La nascita della Superlega sta creando una spaccatura nel mondo del calcio, Carnevali del Sassuolo si schiera contro con parole di fuoco.

Sassuolo Carnevali
L’amministratore delegato del Sassuolo Carnevali (Credits: Getty Images)

Non piace la Superlega, la nuova competizione nata ieri sera con l’accordo stipulato tra dodici club di Spagna, Italia e Inghilterra sta dando vita ad un terremoto nel panorama del calcio mondiale. Uefa e Fifa sono pronti all’esclusione dei club da tutti i tornei nazionali e anche dei giocatori da Mondiali ed Europei. La “guerra” è partita e presto scatteranno anche le vie legali, questo almeno è quello che minacciano le due Federazioni Internazionali. Contrari ci sono poi i club che da questa Superlega rimarrebbero fuori, e tra i primi a parlare questa mattina è il Sassuolo con l’Amministratore Delegato Carnevali.

Il Sassuolo contro la Superlega

Il dirigente è passato all’attacco senza mezzi termini: “sono pensieri che non ci piacciono, i club che hanno dato vita a questa Superlega rischiano di uccidere il nostro campionato”. Parole dure condite anche da un po’ di rancore: “Si prospettano cose non piacevoli, e probabilmente siamo stati presi in giro”. Le cose non piacevoli sono già successe ieri in una riunione dei club di Serie A convocata d’urgenza proprio per parlare della Superlega con alcune società, Verona e Atalanta in testa che secondo l’edizione odierna di Repubblica avrebbero chiesto l’esclusione di Juventus, Inter e Milan dalla Serie A.

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Carnevali a Radio Anch’io sport, programma di Radio Uno ha poi concluso così il suo intervento: “ era un’iniziativa che covava da tempo, dobbiamo aspettare per capire bene. Oggi abbiamo una riunione in Lega e speriamo che i diretti interessati ci facciano capire bene cosa si intende per Superlega. Fare calcio oggi è molto difficile, le squadre più grandi hanno più perdite e il sistema va rivisto. Ma nello sport ci deve essere meritocrazia, a volte essere troppo avidi è una brutta storia”.

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