Calcio Internazionale

Superlega, il Regno Unito studia un organo di sorveglianza sul calcio

La Superlega è crollata dopo l’addio delle sei squadre di Premier League: il governo britannico studia un organo di sorveglianza per il calcio del futuro.

Boris Johnson, Primo Ministro britannico [credit: Getty Images]
Il progetto della Superlega è caduto dopo 48 intense e frenetiche ore di agitazione. La competizione è stata messa da parte dopo l’addio da parte delle sei big di Premier League: il Manchester City è stato il primo club ad abbandonare la Superlega e le altre cinque squadre hanno seguito a ruota.
Due sono i stati i fattori a portare a quella che di fatto si potrebbe definire una Brexit calcistica: la rivolta del tifo e l’intervento della politica.

I tifosi sono scesi in strada per protestare contro la Superlega, definendola una competizione che uccide i valori sportivi. Fuori dagli stadi sono stati esposti striscioni e cartelloni contro le proprietà dei club, accusate di pensare esclusivamente al proprio bene senza curarsi dell’opinione dei fan.
Dall’altra parte, invece, c’è l’intervento di Boris Johnson. Il primo ministro britannico si è immediatamente dichiarato pronto ad aiutare per far crollare la Superlega. Non è da escludere la sua presenza dietro il fallimento della Superlega.

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Intanto il governo britannico starebbe pensando di istituire un organo di sorveglianza sul calcio: ecco lo scenario.

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Superlega, interviene il Regno Unito

Dopo il fallimento della Superlega, il governo britannico starebbe studiando l’ipotesi di istituire un organo di sorveglianza per regolare il calcio. Secondo alcune fonti ci sarebbe proprio l’intervento del governo guidato da Boris Johnson dietro il fallimento della competizione: il Ministro della Cultura e dello Sport Oliver Dowden ha dichiarato che al riguardo si esporrà il comitato d’inchiesta formato da lui stesso due giorni fa. Il comitato è caratterizzato da una forte presenza di rappresentanti del tifo organizzato inglese; a capo invece c’è Tracy Crouch, che ha invocato il modello tedesco. Secondo la deputata, i tifosi devono infatti possedere il 51% delle quote del club, proprio come avviene in Germania.

Il Ministro Dowden ha dichiarato che “Gli investimenti internazionali nel calcio sono stati una cosa buona, hanno accresciuto la qualità del gioco e dei calciatori. Non dico che non ci debbano essere, ma penso sia giusto studiare un modo per permettere ai tifosi di avere una quota“.

Il calcio inglese, dunque, potrebbe andare verso una nuova direzione ripercorrendo quanto fatto in Bundesliga. Lo scopo di un eventuale organo di sorveglianza sarebbe quello di evitare un caso analogo a quello della Superlega.

Luca Girometta

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