La calciatrice che non ha omaggiato Maradona: “Minacciata, ma lo rifarei”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:23
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Paula Dapena è la calciatrice che ha dato le spalle, nel corso del minuto di raccoglimento in ricordo di Diego Armando Maradona. E in una nuova intervista ha dichiarato: “Non credo di aver mancato di rispetto a nessuno. Se mi vogliono attaccare e minacciare di nuovo che lo facciano pure, sono pronta”.

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Il momento in cui Paula Dapena si è ribellata – meteoweek.com

Il nome di Paula Dapena ha fatto il giro del mondo nei giorni scorsi. Stiamo parlando della calciatrice spagnola, attualmente in forza al Viajes InterRias di Pontenvedra, che si è schierata apertamente contro Diego Armando Maradona. Durante il minuto di raccoglimento che si stava facendo rispettare prima del match contro il Deportivo La Coruña, Paula ha deciso di dare le spalle e di sedersi in segno di protesta. Ben presto, ai microfoni dei giornalisti presenti al campo per la partita, ha fatto capire le sue ragioni. E ha fatto un raffronto con la giornata contro la violenza sulle donne.

Ai microfoni di Repubblica, Paula ha fatto capire che secondo lei non ha fatto niente di male. E ha anche svelato di aver ricevuto minacce in privato e sui social. Ma al tempo stesso dà forza al suo gesto che ha fatto tanto discutere: “Non ho chiesto di essere imitata, ma solo rispettata. Non credo di aver mancato di rispetto a nessuno. Avrei potuto interrompere il minuto di silenzio impedendo alle mie compagne di rispettarlo o avrei potuto fare qualsiasi altro gesto. Non ho fatto altro che sedermi e girarmi, permettendo al resto di rendere omaggio a Maradona se era ciò che volevano“.

Paula Dapena ha ammesso di pensare “che il mio gesto sarebbe rimasto circoscritto a Pontevedra e ai miei contatti sulle reti sociali“. Ma per quante minacce e per quanti insulti abbia ricevuto, ci sono state anche tante manifestazioni di sostegno. “Per tutti i messaggi di appoggio che sto ricevendo – prosegue Paula – , credo proprio di non essere l’unica ad aver avuto delle riserve nei confronti dell’omaggio a Maradona. Il mio caso è diventato virale, ma anche molte altre donne avrebbero fatto la stessa cosa se ne avessero avuto l’occasione“.

 

“In Argentina sarei già morta” per Maradona

Ma la calciatrice ha fatto notare che ci sono stati tanti messaggi tutt’altro che gentili nei suoi confronti. In particolare ce n’era uno: “Mi diceva che se vivessi in Argentina sarei già morta. E per questo motivo capisco che molte donne non possano fare quello che ho fatto io per una questione di sopravvivenza“. Paula Dapena sostiene che le donne vivono in una società super maschilista, “dove gli uomini ci dicono come dobbiamo agire e cosa dobbiamo fare” e che “a volte abbiamo paura di come potrebbero reagire se non fai quello che ti dicono“. Motivo per cui sarebbe arrivato il momento per svoltare.

Paula ha ammesso di far parte di diverse associazioni femministe. Attraverso questa sta provando a cambiare le cose, “sebbene sia molto complicato proprio perché la gente pensa che non ci sia più bisogno del femminismo, che il problema sia già stato risolto“. Ma anche per quanto riguarda lo sport, la Dapena sostiene che ci sia poca apertura alle donne. Soprattutto sul piano economico: “Mentre gli uomini guadagnano milioni, molte calciatrici di Primera non possono vivere con il loro stipendio. Lottiamo per questo e per molte altre cose come, per esempio, l’eliminazione degli stereotipi di genere“.

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Ma sono arrivate anche tante donne a criticare il gesto di Paula Dapena. Lei, per tutta risposta, replica: “Mi rattrista che le donne siano convinte che tutto quello che potevamo conquistare l’abbiamo già conquistato. Molte di loro sono poco informate, ma sono sicura che poco a poco potranno aprire gli occhi e capire che dobbiamo essere unite per poter cambiare la situazione“. E anche la sua crociata nei confronti di Maradona prosegue: “Per quanto mi riguarda, alcuni comportamenti di Maradona sono imperdonabili e non dovrebbe essere considerato un idolo dai bambini. Per me Maradona non è un esempio perché per essere un punto di riferimento nel mondo dello sport devi avere valori e principi“.