Caso Suarez-Juve, “esame concordato punto per punto via mail”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:23
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La Gazzetta riporta le parole delle carte dell’inchiesta relative all’esame sostenuto a Perugia dall’ex Barcellona Suarez, che in estate era vicinissimo alla Juve

L’esame dello scorso 16 settembre 2020 sostenuto dall’ex calciatore del Barcellona Luis Suarez per ottenere la cittadinanza italiana e per essere successivamente tesserato per la Juve sarebbe stato una farsa dall’inizio alla fine. Lo conferma la Gazzetta, secondo la quale nelle carte dell’inchiesta di Perugia viene provato lo scambio di mail in cui gli indagati dell’Università per Stranieri indicavano al giocatore del Barcellona le risposte da dare all’esame. I sequestri del 22 settembre avrebbero permesso di accedere proprio agli allegati delle mail con i file che Suarez avrebbe dovuto imparare a memoria, preparati ad hoc addirittura con una sorta di simulazione.

Dopo la notifica di un avviso di garanzia per il ds Fabio Paratici (la Juve ha già risposto: “Ha agito correttamente”) ecco nuovi elementi scottanti nell’indagine degli investigatori.

Gli investigatori: “Esame concordato, ha seguito il canovaccio delle mail”

A precisa indicazione (“Provi a confrontare l’Italia e il suo Paese”) Suarez avrebbe dovuto rispondere per esempio così, naturalmente in italiano, secondo un piano già concordato via mail in 5 componenti:La mia famiglia è composta da cinque persone: io, mia moglie e i miei tre figli. La famiglia di origine in Uruguay era composto da otto persone: io ho cinque fratelli, due sorelle e tre fratelli, anche la famiglia di mia moglie è numerosa, di solito in Uruguay le famiglie sono numerose. Nella mia famiglia facciamo tutto. Non è una divisione di compiti, tutti possiamo fare tutto, io, mia moglie e i miei figli. A volte discutiamo perché tutti vogliamo fare qualcosa”.

Gli investigatori avrebbero anche recuperato lo scambio di mail tra la professoressa Stefania Spina e l’altro docente Lorenzo Rocca, che si sarebbero scritti queste parole: “Del testo su cui lui ha lavorato, gliel’ho mandato tutto in cinque parti con la descrizione domande. L’avremmo ripetuto forse venti volte lui ovviamente parla in spagnolo, eh, tu l’hai visto, però…”.

A questo punto per accertare la verità, sempre secondo Gazzetta, sarebbe servita una prova definitiva e gli stessi investigatori non hanno fatto altro che registrare l’esame di Suarez con un’intercettazione ambientale. Scrivono i pm: “Ultima e definitiva conferma della rivelazione illecita è data dall’intercettazione ambientale audiovisiva effettuata nell’aula in cui poi si è svolto l’esame, che ha seguito per filo e per segno il canovaccio del pdf inviato dalla Spina a Suarez e a Rocca: il calciatore ha parlato della sua famiglia, ha descritto le due foto che erano state concordate e ha intrattenuto con l’esaminatore una finta conversazione su una immaginaria gita ad Assisi, proprio come ha scritto nel copione concordato prima dell’esame”. 

La nota ufficiale della Juve dopo l’avviso di garanzia a Paratici

Queste le parole sul sito ufficiale della Juventus del 4 dicembre 2020: “Juventus Football Club conferma che in data odierna è stata notificata a Fabio Paratici un’Informazione di garanzia e sul diritto di difesa. Il reato ipotizzato dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Perugia è esclusivamente l’articolo 371 bis c.p. La Società ribadisce con forza la correttezza dell’operato di Paratici e confida che le indagini in corso contribuiranno a chiarire la sua posizione in tempi ragionevoli»

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