Coni, Malagò: “Italia a rischio sospensione dal Comitato Olimpico”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:09
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ll numero 1 del Coni ha ribadito il concetto base che lo divide dal Ministro dello Sport Spadafora: “Una cosa è certa: che sia tra un minuto, un’ora, un mese o tra un anno, il Coni deve avere la sua autonomia. Non lo dice Malagò ma la carta olimpica”

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“IL CONI DEVE AVERE LA SUA AUTONOMIA”

“Dopo le sanzioni alla Bielorussia, ora a rischio siamo rimasti noi e il Sudafrica. Siamo arrivati che da un momento all’altro la macchina si può fermare. L’altro ieri, l’ultimo esecutivo del Cio giustamente, dopo tre mesi di indagini, ha messo in condizione la Bielorussia di non poter andare alle Olimpiadi sotto la propria bandiera per le note vicende di Lukashenko. Ora siamo rimasti noi e il Sudafrica, che sta cercando di sistemare alcuni aspetti politico-governativi legati alla sua autonomia. Siamo nel pieno del caos più completo della gestione dello sport”. Ha spiegato il numero uno dello sport italiano riferendosi alla questione legata alla governance e all’autonomia del Comitato olimpico nazionale, dopo la mancata approvazione del decreto contenuto nella riforma dello sport.

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CONI: PERICOLO SOSPENSIONE

Malagò, preoccupato fortemente per quanto sta accadendo al governo, dove il ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, si è visto bloccare il suo testo per la riforma dello sport (mandati presidenti federali e altre garanzie per i lavoratori) dal direttivo del Movimento 5 stelle, ha avvertito che il Comitato Olimpico Internazionale potrebbe prendere seri provvedimenti nei confronti dell’Italia dello sport se la legge non verrà approvata a breve. Lo sport italiano potrebbe velocemente entrare sotto la lente d’ingrandimento del Comitato Olimpico Internazionale rischiando quella che sarebbe una clamorosa sospensione.

Il presidente del CONI non vuole perdere ulteriore tempo e, nonostante il difficile periodo per il Paese a seguito dell’emergenza coronavirus, ha annunciato: “Chiamerò il presidente del Consiglio Conte perché il mondo dello sport è arrabbiato. Se dovesse cadere la legge delega sulla riforma dello sport le conseguenze in termini di sanzioni saranno sicure ed immediate”

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COSA RICHIA L’ITALIA

Se il governo italiano non approverà la legge sullo sport, nei confronti del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, potrebbe iniziare l’iter di sospensione da parte del CIO. Il numero uno dello sport mondiale, il bavarese Thomas Bach, dovrà rifarsi alla Carta olimpica e far avviare la procedura di sospensione del Coni. Tra i punti focali della Carta Olimpica c’è quella che “I NOC ( Comitati Olimpici nazionali) devono preservare la propria autonomia e resistere a pressioni di qualsiasi tipo (politiche, giuridiche, religiose o economiche) che potrebbero impedire loro di adempiere alla Carta Olimpica”.

 

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LE CONSEGUENZE?

A partire dalle Olimpiadi estive di Tokyo 2020 rinviate al luglio 2021, ovviamente pandemia di coronavirus permettendo. Niente bandiera italiana, niente inno di Mameli in caso di vittoria, divise neutre, medaglie che rientrerebbero nel serbatoio degli Independent Olympic Athletes (IOA).

L’altro grande rischio, ben più grave, riguarderebbe l’Olimpiade invernale di Milano-Cortina del 2026. Con il Coni sospeso, la Svezia, con Stoccolma-Aare, avrebbe il diritto di ricorrere al Tribunale Arbitrale dello Sport (CAS) di Losanna e chiedere i Giochi del 2026 essendo stata l’unica candidata avversaria di Milano-Cortina alle votazioni del giugno 2019.