<p><strong>Alexander Zverev si racconta dall&#8217;Australia alla vigilia dell&#8217;inizio della nuova stagione di tennis. Il mondo dello sport, infatti, sta tentando di ripartire nonostante le difficoltà dettate dalla pandemia di Coronavirus.</strong></p>
<figure id="attachment_469626" aria-describedby="caption-attachment-469626" style="width: 1270px" class="wp-caption aligncenter"><img class="size-full wp-image-469626" src="https://www.meteoweek.com/wp-content/uploads/2021/01/zverev-meteoweek.com_-1.jpg" alt="zverev" width="1280" height="720" /><figcaption id="caption-attachment-469626" class="wp-caption-text">Alexander Zverev, tennista tedesco, è al momento in Australia (Photo/Getty Images)</figcaption></figure>
<p>In una <strong>Australia </strong>ormai da novembre Covid-free si sono riuniti i protagonisti del mondo del tennis. I tornei di preparazione sono già iniziati ad Adelaide, ma il via agli <strong>Australian Open</strong> sarà dato soltanto l&#8217;8 febbraio. Intanto gli atleti sono stati sottoposti a quarantena per questioni di sicurezza. Per alcuni giorni sono stati costretti a rimanere chiusi nelle stanze dei loro alberghi, ma a seguito dell&#8217;esito dei tamponi — per fortuna negativi — hanno potuto iniziare gli allenamenti all&#8217;esterno, pur rimanendo all&#8217;interno nella <em>bolla</em>. Ogni movimento avviene infatti nel rispetto di un rigido protocollo. A parlarne alla vigilia dell&#8217;inizio della nuova stagione, in un&#8217;intervista esclusiva a <em>Eurosport</em>, è stato <b>Alexander</b> <strong>Zverev</strong>. Il tedesco ha toccato diversi temi caldi del momento.</p>
<h2>Gli obiettivi di <strong>Zverev</strong></h2>
<p><b>Alexander</b> <strong>Zverev </strong>non vede l&#8217;ora di tornare a dare mostra delle sue qualità sul campo. &#8220;<i>Gli obiettivi in teoria sono molto semplici: giocherò per provare a vincere tutti gli slam, ma ovviamente bisogna essere realistici. Non sarà facile. Ma l’attenzione principale è ovviamente rivolta ai 4 tornei più importanti, quelli dello slam. Oltre a quelli per me saranno importanti anche le <strong>Olimpiadi</strong>. Lavoro però facendo un passo per volta, è questa la chiave&#8221;</i>, ha detto. Non dimentica, tuttavia, la sconfitta agli <strong>US Open</strong>: &#8220;<i>Ci penso ancora ogni giorno. Sono il primo tennista in 75 anni a</i><em> perdere una finale del Grande Slam dopo aver condotto 2-0 nei set. Non me lo leverò dalla testa </em><i>finché non vincerò uno slam&#8221;. </i>È per questa ragione che proverà a continuare a migliorarsi: &#8220;<i>L’anno scorso alla fine ho avuto <strong>buoni risultati</strong>, i miei numeri nei torni dello slam sono migliorati. Al di là di questo però devo lavorare sul servizio; e <strong>sull’aggressività</strong> nei momenti importanti della partita. Su quello posso ancora migliorare&#8221;.</i></p>
<p>Pochi mesi fa, tuttavia, il tedesco ha dovuto fare i conti con la separazione con l&#8217;allenatore <strong>David Serrer</strong>: &#8220;<em>I</em><i>o</i> — precisa il tennista tedesco —<i> non volevo assolutamente separarmi da lui</i><i>. Ci eravamo detti che ci saremmo parlati dopo le <strong>ATP Finals</strong> di Londra per capire un po’ la situazione a livello globale. Lui poi mi ha chiamato e mi ha spiegato che per lui era una <strong>situazione difficile</strong>, che avrebbe voluto </i><i>passare più tempo con sua moglie e suo figlio</i><i>. Per seguirmi nei tornei ovviamente in questo momento ci sono tutta una serie di precauzioni da seguire, come in questo caso 2 settimane di quarantena. Tempo che l’avrebbe tenuto troppo lontano dalla sua <strong>famiglia</strong>. Mi è dispiaciuto molto perché davvero non volevo che mi lasciasse, è stato un allenatore magnifico. Escluso mio padre, </i><i><b>il miglior allenatore che abbia avuto</b></i><i>. Ovviamente ho dovuto accettarlo, ma davvero è stato un peccato perché credo che fossimo un’ottima coppia a livello di <strong>personalità</strong> e di visione sul tennis e su come allenarsi. Fare l’allenatore ovviamente non è solo lavorare sul campo ma una questione di personalità: bisogna andare d’accordo. E con <strong>David</strong> io andavo molto d’accordo&#8221;.</i></p>
<figure id="attachment_469632" aria-describedby="caption-attachment-469632" style="width: 730px" class="wp-caption aligncenter"><img class="size-full wp-image-469632" src="https://www.meteoweek.com/wp-content/uploads/2021/01/zverev-meteoweek.com-1.jpg" alt="zverev" width="740" height="490" /><figcaption id="caption-attachment-469632" class="wp-caption-text">Alexander Zverev in campo contro Diego Schwartzman (Photo by Clive Brunskill/Getty Images)</figcaption></figure>
<h2>Covid-19, quarantena e Djokovic</h2>
<p><strong>Alexander </strong><strong>Zverev</strong> ha inoltre ammesso di non stare vivendo male le restrizioni dettate dalla pandemia di <strong>Coronavirus </strong>in corso: &#8220;<i>Siamo tutti in <strong>buona salute</strong>. Il periodo di quarantena in realtà non è stato così male come tanti pensavano sarebbe stato. Ci è stato permesso di allenarci praticamente tutti i giorni, ad eccezione di coloro che erano in <strong>hard-quarantine</strong>. Dobbiamo anche capire dove siamo. Siamo in un paese che non ha più casi Coronavirus e ha fatto un <strong>ottimo lavoro</strong>. Dobbiamo affrontarlo ora e non arrabbiarci troppo, perché finita la quarantena di fatto potremo tornare a vivere una vita normale</i>&#8220;.</p>
<p><strong>Leggi anche ->; <a href="http://www.meteoweek.com/2021/01/29/berrettini-agli-australian-open-mi-sento-bene-quarantena-dico-la-mia/" target="_blank" rel="noopener">Berrettini agli Australian Open: “Mi sento bene. Quarantena, dico la mia”</a></strong></p>
<p>E sulla lettera scritta da <strong>Novak Djokovic </strong>a <strong>Craig Tiley</strong>, CEO di Tennis Australia, in cui veniva richiesto di rendere meno duro l&#8217;isolamento degli atleti: &#8220;<i>Quelle erano le richieste degli altri giocatori che sono in quarantena. Eravamo tutti in una chat di gruppo. Novak</i> — spiega —<i> era lì solo come <strong>leader</strong> e come giocatore <strong>numero uno al mondo</strong> e </i>ha inviato la lettera<i>. Non erano sue richieste, ma quelle degli altri giocatori. </i><i>È stato di nuovo dipinto come il cattivo, il che non è assolutamente vero né tanto meno corretto</i><i>: si è semplicemente fatto portavoce degli altri&#8221;.</i></p>
<h2>I progetti extra-campo</h2>
<p>Infine, il tennista ha parlato dei progetti fuori dal campo: &#8220;<i>Penso che sia arrivato il momento per me di fare qualcosa per aiutare le persone, specialmente in questo momento così complicato. Nel 2021 voglio creare la mia <strong>fondazione</strong> ed è un progetto a cui sto lavorando con mio fratello <strong>Mischa</strong>. Ultimamente fuori dal campo c’è stato qualche problema di cui si è parlato tanto. Da questa situazione però sto cercando di prendere il meglio, di imparare comunque qualcosa per diventare una persona migliore: è quello che sto cercando di fare&#8221;. </i></p>
<p><strong>Leggi anche ->; <a href="http://www.meteoweek.com/2021/01/26/tennis-zverev-accuse-violenza-nulla-vero-colpa-social/" target="_blank" rel="noopener">Tennis, Zverev e le accuse di violenza: “Nulla di vero, tutta colpa dei social”</a></strong></p>
<p>Presto, inoltre, diventerà padre: &#8220;<i>Sarà a marzo, <strong>non vedo l’ora</strong>. E’ sicuramente uno dei momenti più importanti della vita di una persona. Vediamo come mi cambierà le cose. E’ certamente stata</i> — conclude <strong>Zverev </strong>—<i> la notizia più bella del mio 2020&#8243;.</i></p>

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