Sinner: “Tanti controlli in Australia, vi svelo tutto”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:18

Parla il giovane altoatesino dopo la vittoria di Melbourne 1 contro Vukic. Sinner ha anche speso due parole per gli allenamenti con Nadal, sfumati: “È stata dura, ma l’importante è che stiamo bene”.

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Jannik Sinner – meteoweek.com (photo by Getty Images)

Jannik Sinner ha vinto, nella notte italiana, la sua prima partita nel 2021. Il giovane tennista altoatesino ha debuttato in maniera incoraggiante nel torneo di Melbourne 1, l’ultimo di preparazione in vista degli Australian Open. Per il promettente tennista azzurro, uno di quelli sui quali si fa affidamento per il futuro dell’intero movimento, è arrivata l’affermazione ai danni dell’australiano Aleksandar Vukic, con il punteggio di 6-2 6-4.

Il ragazzo nativo di San Candido si è concesso in un’intervista per il portale Ubitennis. Sinner ha fatto capire che non è stata una grande partita da parte sua, a dispetto di un risultato abbastanza netto. La sua analisi parte dalle condizioni fisiche e dall’adattamento al campo di Melbourne: “Ho fatto un po’ fatica in risposta all’inizio, ma niente di più. Il mio avversario oggi spingeva tanto di diritto, di rovescio era solido, serviva abbastanza bene, per cui è stata una partita meno facile di quanto potesse sembrare”.

Sinner è in Australia già da diversi giorni. Avrebbe dovuto allenarsi con Rafa Nadal, ma la situazione di quarantene e isolamento sull’isola ha bloccato tutto. Ma considerando i problemi di natura sanitaria, Jannik non è poi così deluso: “L’obiettivo principale per me era venire qui e allenarmi due settimane con Nadal, imparare a conoscere lui e il suo team e sono molto contento di come ho lavorato con lui. È stato molto duro per chi è dovuto rimanere in camera per 14 giorni, ma capisco gli australiani, perché in questo momento il tennis non è la cosa più importante. Ciò che è importante è la salute, stare bene”.

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Tra le altre cose, Sinner rientrava nella prima bolla di Adelaide, allestita per consentire ai primi tennisti di arrivare in Australia. Questo il suo commento in merito alle condizioni che si è ritrovato a vivere: “La differenza principale tra Adelaide e Melbourne era che l’albergo aveva sei piani, ogni piano ospitava un gruppo, ed io e il mio team eravamo nel gruppo di Nadal. Durante la permanenza in albergo era possibile incontrarsi, cosa che invece non succedeva a Melbourne, quindi magari si poteva parlare con il coach o farsi fare un trattamento dal fisio”.

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E poi c’è l’aspetto legato ai controlli per i tennisti e i rispettivi tecnici, prima di arrivare al campo per gli allenamenti. Una situazione molto complicata, ma che secondo Sinner era fondamentale per garantire il giusto gradi di sicurezza. “Per gli allenamenti – ha svelato – , eravamo controllati in maniera molto stretta, non sono mai riuscito nemmeno a vedere gli altri gruppi che stavano nello stesso albergo, facevano molta attenzione che non venissimo mai a contatto, anche durante gli allenamenti che si tenevano nello stesso luogo nel quale si è disputata l’esibizione”.