Tamberi: “Olimpiadi di Tokyo mio mantra post-infortunio, al rinvio ho pianto”

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Gianluca Tamberi è pronto per gli Europei indoor di atletica leggera a Torun, al via il 4 marzo. La testa, tuttavia, è già alle Olimpiadi di Tokyo. Un evento che attende ormai da diverso tempo dato il rinvio dettato dalla pandemia di Coronavirus.

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Gianmarco Tamberi, campione mondiale indoor a Portland 2016 (Photo by Bryn Lennon/Getty Images)

Gianmarco Tamberi non vede l’ora di dare mostra delle sue qualità ai Campionati europei indoor di atletica leggera, in programma da giovedì 4 a domenica 7 marzo alla Toruń Arena Sports Hall, in Polonia. L’altista classe ’92 è tra i 44 atleti italiani (22 donne e 22 uomini) che parteciperanno alla competizione, a fronte di un totale di 733 aspiranti alle medaglie distribuiti su ben 47 Nazioni. Numeri da record nonostante la pandemia di Coronavirus in corso. Uno dei rappresentanti azzurri sarà il figlio d’arte, campione in carica in virtù dell’oro conquistato due anni fa nel salto in alto. Si inizierà, inoltre, proprio dalle qualificazioni nella sua specialità.

L’entusiasmo di Tamberi

Tra meno di una settimana Gianmarco Tamberi sarà a gareggiare all’Europeo indoor di Toruń, ma la testa è già oltre i confini. L’obiettivo dell’altista, come di tanti altri atleti, sono i Giochi Olimpici di Tokyo, in programma a luglio. “In allenamento faccio schifo, la gara mi stimola e mi carica, è un mio pregio perché sono un agonista nato. Dall’infortunio del 2016 l’obiettivo che mi rimbombava come un mantra sono sempre state le Olimpiadi di Tokyo”. Lo ha detto in un’intervista con l’AGI. Le aspettative per Gimbo, che appena una settimana fa ha valicato l’asticella posta a 2,35 metri agli Assoluti di Ancora, sono tante. “Il 2,35 superato con luce (spazio) tra me e l’asticella mi fa sognare. Agli Europei mi aspetto di replicare la gara di Ancona che significherebbe anche un ottimo piazzamento. Quell’urlo di Ancona è stata una liberazione, dopo quasi cinque anni dovevo liberarmi perché sono stati anni difficili, i primi due di frustrazione“.

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I momenti bui sono ancora ben vividi nella sua mente. “I giorni successivi l’infortunio — ha raccontato Tamberi sono stati un incubo. Non mi capacitavo, piangevo. Mi ha aiutato avere l’obiettivo delle Olimpiadi di Tokyo, era un mantra che mi rimbombava. Lo scorso 24 marzo quando hanno deciso di posticipare le Olimpiadi confesso che qualche lacrima mi è scesa. Avevo detto a mio papà, ‘oggi non mi alleno‘ ma il giorno dopo sono tornato a saltare. Il desiderio non era quello di accontentarmi ma di tornare tra i primissimi al mondo. La prima volta che sono stato davvero felice dopo l’infortunio è accaduto nel 2018, dopo il 2,30 ad una gara in Germania, e la seconda ad Ancona pochi giorni fa. L’Europeo vinto con 2,32 nel 2019 mi aveva dato serenità e felicità ma volevo altre misure“.

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E sulla competizione che presto prenderà il via ha già le idee chiare: “Sarà una gara molto divertente con l’ucraino Protsenko ed il bielorusso Nedasekau siamo i primi tre al mondo del 2021: io — ha concluso — sono pronto“.

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