<p><strong>Marcell Jacobs porta a casa la prima medaglia azzurra agli Europei di Torun. Con il tempo di 6&#8243;47 mette a segno il record italiano sulla distanza e il miglior crono al mondo dall&#8217;inizio del 2020.</strong></p>
<figure id="attachment_493742" aria-describedby="caption-attachment-493742" style="width: 1270px" class="wp-caption alignnone"><img class="size-full wp-image-493742" src="https://sport.meteoweek.com/wp-content/uploads/2021/03/marcell-jacobs-meteoweek.jpg" alt="marcell jacobs" width="1280" height="720" /><figcaption id="caption-attachment-493742" class="wp-caption-text">La gioia del neo-campione d&#8217;Europa &#8211; meteoweek.com (Photo by Piotr Hawalej/Getty Images)</figcaption></figure>
<p>Un lampo italiano acceca i <strong>Campionati Europei indoor di atletica leggera</strong>. Sulla pista italiana, infatti, sfreccia la figura di <strong>Marcell</strong> <strong>Jacobs</strong>, che porta a casa la medaglia d&#8217;oro nella gara dei<strong> 60 metri piani</strong>. Si tratta, come ci si può immaginare, del primo alloro portato a casa dalla nostra spedizione nella kermesse continentale in corso di svolgimento a Torun, in Polonia. Si tratta tra l&#8217;altro di una gara molto importante per l&#8217;intera storia dell&#8217;atletica leggera italiana, visto che il tempo fatto segnare dal velocista azzurro è uno dei migliori di sempre.</p>
<p>Tagliando il traguardo in<strong> 6 secondi e 47 centesimi</strong>, infatti, Marcell Jacobs è diventato il nuovo primatista italiano sulla distanza dei 60 metri. A questo si aggiunge il fatto che l&#8217;atleta delle <strong>Fiamme</strong> <strong>Oro</strong>, classe 1994, ha ottenuto il quarto miglior tempo al mondo dall&#8217;inizio del 2020. E nel giorno in cui porta a casa la sua prima medaglia d&#8217;oro in una manifestazione internazionale, Jacobs riesce a seguire le orme di uno degli ultimi grandi velocisti della nostra storia, ovvero <strong>Stefano</strong> <strong>Tilli</strong>. Era stato quest&#8217;ultimo, nell&#8217;edizione del 1983 a Budapest, a portare a casa l&#8217;unica medaglia d&#8217;oro sui 60 metri ai Campionati europei indoor.</p>
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<p>Si tratta inoltre della nona medaglia su questa distanza nella storia dell&#8217;atletica leggera italiana. L&#8217;ultima risaliva al 2013 ed era stato un bronzo per <strong>Michael</strong> <strong>Tumi</strong>, che ha succeduto di quattro anni un altro azzurro che arrivò terzo nei 60 metri piani, ovvero <strong>Emanuele Di Gregorio</strong>. In precedenza erano arrivati quattro argenti: <strong>Antonio Ullo</strong> nel 1984, <strong>Pierfrancesco Pavoni</strong> nel 1987 e tre anni dopo, e infine <strong>Fabio Cerutti</strong> nel 2009. L&#8217;altra medaglia di bronzo la portò a casa sempre Antonio Ullo, ai campionati europei indoor disputati nel 1987.</p>
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<p>Tornando alla gara di questa sera, Marcell Jacobs è stato senza dubbio il migliore. La sua è stata una cavalcata pazzesca, con un divario che su questa distanza non è così frequente da ritrovare in gare a livelli così alti. Con il tempo di 6&#8243;47 l&#8217;azzurro delle Fiamme Oro ha preceduto il tedesco <strong>Kevin Kranz</strong>, medaglia d&#8217;argento ma con un distacco di ben 13 centesimi dal vincitore della gara. Kranz ha preceduto di pochissimo <strong>Jan</strong> <strong>Volko</strong>, slovacco che difendeva il titolo conquistato nella scorsa edizione, ma che ha dovuto accontentarsi di una medaglia di bronzo.</p>
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<h2>Marcell Jacobs trionfa, Larissa Iapichino è quinta</h2>
<p>Le speranze e i sogni di medaglie azzurre ai Campionati Europei indoor di Torun, almeno per la giornata odierna, non si limitavano alla gara dei 60 metri piani. C&#8217;erano grandi attese anche per quanto riguarda la gara del salto in lungo femminile, con <strong>Larissa Iapichino</strong> pronta in pedana. Purtroppo, però, la nuova primatista mondiale a livello juniores &#8211; nonchè figlia di Fiona May e del coach Stefano Iapichino &#8211; ha concluso la gara al quinto posto con il miglior salto di 6 metri e 59. L&#8217;oro è andato all’ucraina<strong> Maryna Bekh-Romanchuk</strong>, capace di spingersi fino a 6.92.</p>

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