ATP Finals a Torino, Gaudenzi: “Siamo ambiziosi, ma Covid pone ostacoli”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:52
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La prossima edizione delle ATP Finals si giocherà a Torino. Per Andrea Gaudenzi, ex tennista ed oggi presidente dell’Associazione giocatori, è una gioia immensa, soprattutto a seguito dei numerosi momenti bui che il tennis ha vissuto a causa della pandemia di Coronavirus ancora in corso.

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Andrea Gaudenzi, presidente dell’Association of Tennis Professionals (Photo/Federtennis Twitter)

Le ATP Finals 2021, al termine di una lunga permanenza a Londra, vedranno l’Italia come sfondo. Uno degli eventi più importanti del mondo del tennis, che mette un punto alla stagione maschile, verrà infatti ospitato a Torino. Un riconoscimento che rende molto fieri gli esponenti del settore, tra cui anche Andrea Gaudenzi. L’ex tennista, che nella sua carriera è stato numero 18 del mondo ATP in singolare e campione del mondo Juniores, è al secondo anno da presidente dell’associazione che riunisce i giocatori professionisti del tennis maschile di tutto il mondo.

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Gaudenzi presenta le ATP Finals

Andrea Gaudenzi, in un’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport, ha parlato dell’onore di ospitare nel capoluogo piemontese le ATP Finals. Le aspettative sono molto alte. “Sarà un grande lavoro, di cui stiamo già valutando la bontà. Siamo molto ambiziosi, abbiamo uno standard molto alto fissato a Londra in 12 anni con più di 3 milioni di spettatori. Siamo fiduciosi che Torino, il Piemonte, l’Italia, faranno ancora meglio. Noi, come Atp, possiamo garantire la qualità dello show e del prodotto tennis a chi acquista il biglietto, ma sull’indotto serve l’impegno delle istituzioni sportive e politiche. Mi sembra che siamo sulla buona strada“, ha detto.

La stagione, tuttavia, sarà condizionata ancora dall’emergenza sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus, che causa tanta precarietà nei calendari. Molti atleti, in questi mesi, hanno contratto il virus e sono stati costretti ad assentarsi da alcune competizioni. “Siamo ancora in piena pandemia, pur sforzandoci non possiamo ragionare troppo a lungo termine. Per questo aggiorneremo il calendario ogni trimestre: fino all’estate avremo delle preoccupazioni, poi credo che dall’autunno, grazie al vaccino, ci avvicineremo alla normalità. In ogni caso — prosegue Gaudenzi al momenti tutti i tornei in programma da aprile in poi sono confermati. Da marzo vorremmo riprendere il ranking classico, e avere una Race con i soli risultati stagionali. A patto di poter disputare un numero elevato di tornei“.

La pandemia ha causato gravi perdite nel settore: “Stiamo ancora studiando le carte, certamente è stato un periodo durissimo. Tutti i tornei giocati dopo il lockdown hanno subito perdite, gli Slam e i Masters 1000 più o meno hanno resistito, il problema sono stati, e saranno, i 250. Ma per loro gli aiuti economici arriveranno più corposi“. Eppure, ha permesso anche di mettere in atto qualche miglioramento: “Il nostro obiettivo è unire le varie anime del tennis. La pandemia ha portato solo una cosa di buono: abbiamo lavorato finalmente in sinergia con Wta e Itf. Del resto le settimane sono 52 per tutti ed è inutile forzare la mano da una parte o dall’altra. Ci sono troppe regole diverse, troppe complessità organizzative: è il momento di superarle. Ci sono tre giocatori nel board dell’Atp, nessuna decisione può essere presa contro il loro interesse . Siamo aperti al confronto e ai suggerimenti, ma la divisione non porterà da nessuna parte“.

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Infine, il numero uno dell’ATP ha parlato dei tennisti la cui epoca d’oro sta volgendo al termine: “Il tennis all’addio di atleti come Federer, Nadal e Djokovic reagirà come ha sempre fatto, mantenendo la sua forza. Ho cominciato a giocare con Sampras e Agassi e si diceva che dopo di loro ci sarebbe stato il diluvio. Gli Internazionali d’Italia o Wimbledon mantengono la loro grandezza a prescindere dai protagonisti“. E su Sinner: “Ha testa e talento, è solido, arriverà lontano. Lo aspettiamo a Torino, ovviamente. Con gli altri italiani fortissimi“.