Il dramma di Bellugi dalla D’Urso: “Il Covid mi ha portato via le gambe”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:39
0

Ha raccontato il suo dramma con la forza del campione che non vuole mai arrendersi. Mauro Bellugi, ex campione dell’Inter, è stato ospite ieri in tv al programma “Live – non è la D’Urso”. In studio anche la moglie e la figlia.

Mauro Bellugi ha subìto l’amputazione di entrambe le gambe

I grandi campioni, si sa, sono gli ultimi ad arrendersi. Anche di fronte ai peggiori ostacoli che la vita ci chiede di superare.

Mauro Bellugi, 70 anni, indimenticato calciatore dell’Inter, ha raccontato il suo drammatico calvario ieri su Canale 5 durante la puntata del programma “Live – non è la D’Urso”. Un mese fa, aveva rivelato di aver subìto l’amputazione di entrambe le gambe a causa del virus che lo avevano costretto a sottoporsi a un delicato intervento chirurgico.

Il virus

Dopo aver scoperto di aver contratto il virus, Bellugi è stato ricoverato in ospedale il 4 novembre scorso. Con il passare dei giorni, però, le sue condizioni di salute si sono aggravate fino al giorno in cui i medici – a causa di alcune gravi complicanze – sono stati costretti a procedere all’amputazione degli arti inferiori per salvargli la vita.

“Il Covid mi ha tolto anche la gamba con cui feci gol al Borussia Moenchengladbach”, aveva confidato Bellugi con la sua consueta dose di ironia al giornalista Luca Serafini durante una videochiamata shock dall’ospedale dove era stato operato.

L’operazione

Oltre a lui, in collegamento dal lettino dell’ospedale, Barbara D’Urso ha invitato in studio Loredana e Giana, la moglie e la figlia del difensore che tutti ricordano anche per via della sua lunga esperienza da opinionista sportivo.

“Voglio ringraziare tutta Italia per il pazzesco affetto che ho ricevuto e poi volevo ringraziare la curva Nord dell’Inter che mi ha dedicato uno striscione fuori dall’ospedale”, le prime parole di Bellugi.

LEGGI ANCHE ———-> Il dramma di Mauro Bellugi: amputate entrambe le gambe dopo il Covid

“Grazie alla mia famiglia”

“Non mi è stata fatta l’anestesia totale perché avevo il Covid – ha poi aggiunto – Mi hanno riempito di morfina e vedevo elefanti e bisonti che correvano in camera mia, qui sei da solo e non c’è nessuno ed è stato molto brutto”.

“In quei momenti ho pensato che non ero più un ragazzino, ma poi ho detto: perché non andare avanti?” “Ne vengo fuori, verrò di nuovo qui la prima volta che avrò le protesi”, ha spiegato l’ex difensore dell’Inter.

“Ma senza mia moglie e mia figlia, forse non avrei firmato per l’intervento”, ha concluso Bellugi.

Mauro Bellugi tra la figlia Giada (a sinistra) e la moglie Loredana (a destra)