C’è Toro-Fiorentina, Nicola: “Credere in noi stessi, diceva Kobe Bryant…”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:20
0

Questa sera Toro-Fiorentina alle 20.45, ecco le dichiarazioni del tecnico granata Davide Nicola alla vigilia del match

Davide Nicola  (Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images)
Davide Nicola (Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images)

Solo 14 punti in 19 partite e ultimo posto a -2. Nessuna vittoria casalinga. No, questa sera non ci sono molti calcoli da fare: il Toro di Davide Nicola deve vincere. Punto. Stasera a Torino arriverà la Fiorentina di Prandelli: fischio d’inizio alle 20,45. La scossa elettrizzante del tecnico è già arrivata con una clamorosa grinta dimostrata a Benevento, dove i granata erano sotto 2-0 e hanno pareggiato 2-2: Nicola ha caricato ogni singolo giocatore a fine match esultando come per una vittoria. Poi ha radunato la squadra a metà campo puntando su unità d’intenti e compattezza. Adesso c’è da guardare all’attualità: fondamentale Toro-Fiorentina, ma intanto c’è anche un mercato che sta regalando grosse sorprese. Sanabria sta per essere ufficializzato dopo le visite mediche, per Mandragora siamo ai dettagli.

Leggi anche >   Ultim’ora Toro, è fatta per Antonio Sanabria: l’ex Betis è già in Italia

Nicola: “Fiorentina ha avuto più continuità, gara di Benevento punto di partenza”

Sono queste le parole chiave di Nicola anche nella conferenza stampa pre-match di Toro-Fiorentina: “Sia noi che loro avevamo altri obiettivi, dobbiamo essere consapevoli della situazione: bisogna salvarsi, questo non significa che non abbiamo ambizioni. La Fiorentina ha già avuto più continuità, noi abbiamo fatto sette allenamenti insieme. L’emozione non si scinde da tecnica e tattica, se l’uomo sta male l’atleta non rende e viceversa: noi stiamo lavorando su tutti e due gli aspetti. La partita di Benevento è il punto di partenza verso i nostri obiettivi, ma dobbiamo avere questa consapevolezza e controllarne il percorso. Il resto non serve”.

Obiettivi di Nicola: “Sicuramente quello di creare un gruppo forte e con un’identità. Ieri era l’anniversario della morte di un grande atleta come Kobe Bryant, lui diceva che se non siamo noi a credere in noi stessi, nessuno lo farà. Dobbiamo crederci noi per primi tramite la metodologia di lavoro, l’obiettivo è quello di essere una famiglia. Il modulo? Io parto dai miei princìpi, uniti alle caratteristiche già conosciute dai giocatori e da quelle dei ragazzi per creare un’identità. Poi potremmo creare altre situazioni a seconda dell’avversario che abbiamo davanti“. Su Zaza: “Mi ha colpito. Gli ho fatto due semplici richieste e lui ha l’atteggiamento giusto. Prima di tutto serve l’atteggiamento personale, poi viene il resto“.

Sulle energie da spendere: “Dobbiamo essere capaci di tenere in alcuni momenti l’intensità altissima e in altri gestirla. I gol di Belotti che mancano? Andrea dà sempre tutto, ha l’atteggiamento giusto. Ora che ho la fortuna di allenarlo, vedo che si sta completando: deve sapere anche rifinire, lo sta imparando e ci sta mettendo tutto. Lo stesso discorso vale per Sirigu: non parlo mai dei singoli, ma questi sono uomini che un allenatore farebbe carte false per allenare, deve continuare così perché ha la giusta mentalità“.

Infine una notizia: “In questa partita non avremo Izzo a disposizione”.