Australian Open: Sinner è stoico, ma vince Shapovalov

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:03
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Il canadese porta a casa una vera battaglia durata quasi quattro ore. L’azzurro, reduce dal fresco trionfo di Melbourne, saluta subito gli Australian Open.

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Niente da fare per l’azzurro – meteoweek.com (photo by Getty Images)

Non riesce l’impresa a Jannik Sinner, subito eliminato dall’edizione 2021 degli Australian Open. Il giovane tennista azzurro aveva già una bella gatta da pelare con la sfida contro il canadese Denis Shapovalov, numero 12 delle classifiche mondiali. Ma come se non bastassero le complicazioni portate da un sorteggio così duro fin dall’esordio, l’altoatesino ha dovuto giocare circa 24 ore dopo aver conquistato il torneo di Melbourne 1, nella finale tutta italiana contro Stefano Travaglia, anch’esso costretto all’immediato debutto nello Slam australiano.

La partita è iniziata con un Sinner particolarmente incisivo, tanto da ottenere un break in apertura che gli servirà per portare a casa il primo set. Primi games particolarmente rapidi, come sperava l’azzurro per ridurre al minimo lo spreco di energie, mentre Shapovalov faticava a entrare in partita e rischiava anche di incassare il secondo break. In ogni caso, dopo 40 minuti andava in scena ciò che l’allievo di Riccardo Piatti sperava: 6-3 e primo set in cassaforte.

Nel secondo parziale le cose cambiavano, anche perchè il canadese riusciva a entrare con maggiore incisività negli scambi, contro un Sinner che iniziava ad avvertire i primi segnali di stanchezza. Lo si è visto soprattutto nei primi due turni di battuta di Shapovalov, con quest’ultimo costretto ad annullare subito palle-break. Forse anche per una gestione oculata delle energie, si assisteva a un leggero calo di intensità e di profondità nei colpi dell’azzurro, che però capitolava solo nell’ottavo gioco. In questo caso arrivava il break da parte del numero 12 del mondo, il quale restituiva il 6-3 all’italiano.

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Il terzo set è un’autentica tortura per Sinner, il quale ancora una volta sprecava ben tre chances – tutte nel secondo game – per andare a quel break che gli avrebbe potuto far giocare il resto del parziale in maniera diversa. E una volta scampato il pericolo, Shapovalov tornava a giocare con quella scioltezza che si sarebbe rivelata decisiva. Ne conseguiva un parziale di cinque giochi consecutivi, con break nel quinto e nel settimo gioco per ottenere il tanto agognato sorpasso. 6-2 in favore del canadese, che così si metteva in una posizione di vantaggio totale: fisica, psicologica e di punteggio.

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Il quarto set è una battaglia dalla quale Sinner sembra quasi uscire sconfitto fin da subito. Shapovalov, infatti, breakka nel terzo gioco e riesce a mettere la partita su un piano di discesa, che è però solo apparente. L’azzurro si aggrappa alla partita e riesce a non mollare il colpo, nonostante gli strappi dati dal suo avversario. E così, nel sesto gioco arriva il contro-break che non ti aspetti, quello che tiene tutto aperto. Ma come se non bastasse, Shapovalov ha un altro momento di blackout nel decimo game: Sinner ne approfitta e strappa ancora il servizio. 6-4, quinto set: Jannik c’è.

Ma nel momento migliore, dalla fine del primo set a questa parte, arrivava la svolta. Break in apertura di quinto set per Shapovalov. Sinner mantiene comunque la barra dritta, nonostante il fisico smetta di rispondere come richiesto. Arriva una palla break nel quarto gioco, ma il canadese la annulla con maestria. La sensazione è sempre quella: Jannik con qualche grammo di energia in più potrebbe anche farcela. Peccato che la tattica di Shapovalov al servizio funzioni. E nonostante una palla del contro-break nel decimo game, alla fine Sinner cede per 6-4.

Una grande prova, da grande giocatore che comunque consacra Jannik Sinner. I fatti, però, lo vedono subito fuori dagli Australian Open.