Spal-Pordenone 1-3: tabellini, cronaca e classifica

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:55
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Oggi si gioca la ventiduesima di Serie BKT. Alle 19.00 al Mazza, la SPAL ospita il Pordenone di Attilio Tesser. Ecco gli ultimi aggiornamenti. Cronaca e tabellini, i ramarri espugnano il Mazza 3-1.

Spal-Pordenone aggiornamenti
Uno scatto della gara di andata

La cronaca

Il primo tiro in porta si fa attendere 12 minuti, è di Ciurria del Pordenone. Risponde la Spal al ventesimo, ma Moro spara alto. Pordenone in vantaggio al 32′ dopo azione manovrata in area che mette Butic in condizione di insaccare dalla corta distanza. La Spal pareggia con Paloschi che sfrutta un cross di Dickmann su una palla che sembrava ormai persa sul fondo. Entrambe le compagini si sono affrontate a viso aperto ed il risultato rispecchia fedelmente ciò che si è visto in campo. Nella ripresa Ciurria spizza di giustezza un cross di Berra e riporta i ramarri in vantaggio, al 55′. La Spal ci prova, ma è castigata nel finale da Zammarini. I ramarri espugnano anche Ferrara.

QUI FERRARA – La Spal arriva da tre pareggi consecutivi, dopo il discusso 1-1 di Cosenza. Un match iniziato male dagli estensi e chiuso sotto di un gol all’intervallo per il gol di Sciaudone al 25’. Nella ripresa però il pareggio di Mora al 57’, senza però poi riuscire a trovare il guizzo vincente, anche per le parate del portiere di casa Falcone. E così la squadra di Marino è salita a quota 35, a meno uno dal terzetto di seconde composto da Monza, Chievo e Salernitana.

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QUI PORDENONE – Dall’altra parte il Pordenone ha visto interrompersi a sei la striscia di risultati positivi, perdendo in modo rocambolesco nel finale in casa per 2-1 col Vicenza. Con questo ko la formazione di Attilio Tesser è rimasta ferma a quota 29, sempre al nono posto a meno due dal Lecce. Il mister friulano dovrà fare i conti con molte assenze: oltre a Gavazzi (che si opera mercoledì), Bassoli, Pasa, Mallamo e Finotto, dovrà rinunciare a Calò, uscito anzitempo dalla partita di Lignano e forse nuovamente a Barison, già assente col Vicenza. Rischia di restare ai box praticamente un terzo di squadra, con il reparto difensivo costretto a fare gli straordinari. La situazione è decisamente di grande emergenza.

I convocati

 

 

Spal-Pordenone I tabellini

SPAL (3-5-2): Berisha; Tomovic, Vicari, Segre (62′ Missiroli); Dickmann, Mora (62′ Valoti), Sal. Esposito (75′ Di Francesco), Moro, (46′ Seck) Strefezza; Sernicola, Paloschi. Allenatore: Pasquale Marino.

PORDENONE (4-3-1-2): Perisan; Berra, Vogliacco, Camporese, Falasco; Magnino (86? Stefani), Misuraca, Rossetti (68′ Scavone); Biondi (81′ Zammarini); Butic (86′ Musiolik), Ciurria. Allenatore: Attilio Tesser.

Marcatori: 31′ Butic, 40′ Paloschi, 55 Ciurria, 90′ Zammarini

Ammoniti: 15′ Marino (all. SPAL), 30′ Segre, 43′ Tomovic, 65′ Butic, 77′ Biondi, 83′ Valoti

CLASSIFICA

Empoli 43 punti; Monza 39; Salernitana 37; Cittadella e Chievo 36; Spal e Venezia 35; Lecce e Pordenone 32; Frosinone 29; Pisa 28; Vicenza 25; Brescia e Cremonese 23; Cosenza e Reggina 22; Ascoli e Reggiana* 21; Entella* e Pescara 17.
* una partita in meno

Spal-Pordenone Precedenti e curiosità

Il pareggio nel match d’andata dello scorso ottobre è stata la prima sfida ufficiale tra Spal e Pordenone (3-3). Ma sfogliando gli almanacchi, secondo quanto apprendiamo dal canale ufficiale twitter della società estense, vi sarebbe un precedente storico che si perde nella notte dei tempi. E’ quello del 21 dicembre 1941, quando le due formazioni militavano nel Girone A di Serie C.

Nella realtà storica di quel periodo, la squadra estense era stata rinominata AC Ferrara all’inizio del Campionato 1939/40 a causa delle imposizioni del regime fascista che aboliva qualsiasi termine che potesse apparire straniero.

Anche la divisa era diversa rispetto alla attuale e richiamava il bianconero del Comune di Ferrara.
In panchina, sedeva Paolo Mazza (cui verrà poi intestato l’impianto di gioco) insieme a Giorgio Armari: l’incontro si chiuse con la vittoria dei padroni di casa per 3-1. Una curiosità: arbitrava Guido Agnolin di Bassano del Grappa, il padre di quel Luigi che sarebbe poi diventato uno dei migliori fischietti italiani nelle decadi 70/80.