Thibaut Pinot: “Basta all’uso di farmaci nel ciclismo”

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Thibaut Pinot in un’intervista al giornale francese L’Equipe, racconta dell’amore per il nostro Paese e allarma. “Siamo sempre in un ciclismo a due velocità”

Thibaut Pinot: “Basta all’uso di farmaci nel ciclismo” Credit Foto Getty Images

Thibaut Pinot, vincitore del Giro di Lombardia 2018, di tre tappe al Tour de France, una al Giro d’Italia e due alla Vuelta a España; si è classificato terzo al Tour de France 2014 vincendo anche la maglia bianca di miglior giovane. Senza peli sulla lingua il ciclista lancia l’allarme. È successo in una lunga intervista rilasciata al quotidiano sportivo francese “L’Equipe”, nella quale ha ribadito il suo amore per il nostro Belpaese e per il Giro d’Italia. ” Il Giro è l’ideale per il rilancio, mi attira e poi il fatto di essermi ritirato prima dell’ultima tappa 3 anni fa, quando potevo andare sul podio, resta per ora la più grande frustrazione della carriera».

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Il francese,  che corre per il team Groupama-FDJ, ha confidato di non subire controlli antidoping a sorpresa dall’estate scorsasi e si è lamentato del comportamento di alcuni suoi colleghi: “Siamo sempre in un ciclismo a due velocità. – ha spiegato – Io non comprendo chi pedala sotto cortisone. Chi ha bisogno di un’autorizzazione a uso terapeutico, non dovrebbe essere ammesso a una competizione. Hanno vietato il Tramadol, dovrebbero fare lo stesso coi cortisonici. Quanto ai chetoni… Non se ne sa troppo: mi chiedo perché i corridori continuino a buttare le borracce nella natura ma si tengano le boccette di chetoni in tasca”.