Caso Schwazer, WADA: “Fornite prove schiaccianti, accuse sconsiderate”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:39

L’Agenzia mondiale anti-doping (WADA) si difende dalle accuse emerse nel decreto di archiviazione del processo a carico di Alex Schwazer redatto dal gip del Tribunale di Bolzano.

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La World Anti-Doping Agency (WADA respinge le accuse relative al caso Alex Schwazer (Photo by ERIC THOMAS/AFP via Getty Images)

Il Gip del Tribunale di Bolzano ha archiviato il processo a carico di Alex Schwzer, assolvendo il marciatore azzurro per “non avere commesso i fatti”. In base alle motivazioni del decreto, infatti, il campione olimpico della 50 km a Pechino 2008 sarebbe stato incastrato. Le provette contenenti le sue urine potrebbero essere state manomesse in una fase successiva alla raccolta oppure nel corso delle analisi. Le accuse nei confronti dell’Agenzia mondiale anti-doping (Wada) e della Federazione Internazionale di Atletica leggera (Iaaf) sono piuttosto gravi, tanto che a breve si apriranno le indagini per individuare le relative responsabilità.

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La risposta della Wada sul caso Schwazer

L’Agenzia mondiale anti-doping (Wada) non ci sta alle accuse contenute nel decreto di archiviazione del processo a carico di Alex Schwazer redatto dal gip del Tribunale di Bolzano, Walter Pelino. L’organismo che vigila sull’utilizzo di sostanze che potrebbero alterare le prestazioni degli atleti, attraverso una nota, ha annunciato che potrebbe adire a vie legali al fine di dimostrare che i risultati che hanno portato alla squalifica del marciatore non sono stati in alcun modo manipolati come, invece, si legge nelle motivazioni del giudice per le indagini preliminari. Le prove della colpevolezza del campione azzurro sarebbero secondo la Wada schiaccianti.

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Di seguito la nota diffusa tramite i canali ufficiali.

“La Wada è inorridita per le molteplici accuse sconsiderate e infondate fatte dal giudice contro l’organizzazione ed altre parti coinvolte in questo caso. Prendiamo atto con grave preoccupazione della sentenza e delle motivazioni fornite dal giudice. Nel corso del procedimento, la Wada ha fornito prove schiaccianti che sono state confermate da esperti indipendenti e che il giudice ha respinto a favore di teorie infondate. L’Agenzia sostiene tutte le prove fornite e respinge con la massima fermezza le critiche diffamatorie contenute nella decisione. Una volta che le motivazioni saranno state analizzate, la Wada prenderà in considerazione tutte le opzioni disponibili, comprese azioni legali“.