Antibo, sospiro di sollievo dopo l’embolia: “Non mollo mai”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 23:17
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Le condizioni di salute di Salvatore Antibo sono migliorate. Il campione europeo di atletica leggera ha avuto un’embolia polmonare nelle scorse ore. Adesso sembrerebbe essere fuori pericolo.

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Salvatore Antibo è ricoverato all’ospedale Civico di Palermo – meteoweek.com

Il mondo dello sport tira un sospiro di sollievo. Il quadro clinico di Salvatore Antibo è migliorato. L’ex atleta azzurro, che soffre fin dall’infanzia di crisi epilettiche, nelle scorse ore aveva avuto un’embolia polmonare. La corsa all’ospedale Civico di Palermo ed il ricovero nel reparto di terapia intensiva. Il peggio, adesso, sembra essere fortunatamente passato. Il campione europeo dei 5.000 e 10.000 metri a Spalato 1990 sta meglio. Ad annunciarlo è stato egli stesso ad amici e familiari.

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Le condizioni di Totò Antibo

Le condizioni di salute di Salvatore Antibo sono migliorate. Il cinquantanovenne originario di Altofonte è vigile e lucido. “Me la sono propria vista brutta, ma credo di aver vinto anche stavolta. Io non mollo mai“. Queste le sue prime parole dall’ospedale Civico di Palermo, in base a quanto riporta la Gazzetta dello Sport. Già da domani potrebbe essere trasferito dalla terapia intensiva in un reparto normale, salvo eventuali complicazioni. L’ex atleta intanto ha avuto modo di rassicurare amici e parenti, nonché i tanti sostenitori che hanno accolto con grande apprensione la notizia dell’embolia polmonare che lo ha colpito.

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A sostenerlo da lontano c’è anche il dottor Oriano Mecarelli, che lo ha in cura dal 2006 per la grave forma di epilessia farmaco-resistente di cui soffre fin da bambino e che ha condizionato gran parte della sua carriera. Soltanto un mese fa, a tal proposito, Salvatore Antibo si era sottoposto ad una operazione tramite cui gli era stato applicato uno stimolatore vagale per la cura palliativa della patologia. “Andrà monitorato ma non è grave. E, per favore, chiariamo una cosa: l’intervento al quale lo abbiamo sottoposto il 5 febbraio a Germaneto, in provincia di Catanzaro, per impiantargli uno stimolatore che limitasse la sua malattia di base, nulla ha a che vedere con quello che gli è accaduto ora“, ha precisato l’esperto.

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