Verona, Juric: “Col Sassuolo ce la giocheremo”

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Il tecnico del Verona presenta la sfida di domani pomeriggio contro il Sassuolo. Juric glissa sul suo futuro e spiega le differenze tra il suo calcio e quello proposto da De Zerbi.

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Ivan Juric fissa l’obiettivo – meteoweek.com (Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images)

Una delle partite più interessanti, nel programma della 27esima giornata del campionato di Serie A, si giocherà domani al Mapei Stadium. Di fronte ci saranno il Sassuolo di Roberto De Zerbi e il Verona di Ivan Juric. In particolare, la formazione scaligera vuole tornare a fare la voce grossa dopo lo scivolone interno di domenica scorsa contro il Milan. Una sconfitta che ha riportato sulla terra i gialloblu, che hanno così dovuto interrompere la loro caccia a un posto in Europa. Ma la gara di domani sarà anche una sfida tra due stili di gioco diversi tra loro.

Di questo e di tanto altro ha parlato in conferenza stampa proprio il tecnico del Verona. Andiamo a leggere le parti salienti delle sue dichiarazioni.

I precedenti tra Sassuolo e Verona – “Le ultime tre partite sono state molto belle, intense, però per due volte hanno vinto loro e poi c’è stato un pareggio, quindi aver fatto delle buone prestazioni non è bastato. Il Sassuolo fa un bel calcio e sta migliorando anno dopo anno, anche perché il loro allenatore lavora molto sui dettagli. Noi vogliamo sicuramente fare ancora una buona partita e giocarci le nostre chance”.

Le differenze tra Juric e De Zerbi – “Ho tanta stima di Roberto, perché anche in momenti non semplici è stato coerente con la propria idea di calcio. Ha personalità, è ambizioso ed è sempre alla ricerca del miglioramento, apprezzo tanto il suo lavoro. Abbiamo entrambi le idee chiare, di sicuro questo ci accomuna.

Le ambizioni del Sassuolo – “Loro da diversi anni stanno dimostrando di valere la classifica che occupano. Dobbiamo essere orgogliosi di essere lì con loro in quella posizione, ma guardo al futuro e non voglio che ci sia appagamento: abbiamo altre 12 partite da giocare al massimo delle nostre forze.

Dimarco e Lazovic insieme – “La squadra ha fatto una serie di partite in cui ha giocato bene, poi contro il Milan c’è stato un lieve calo tecnico. Non so quanti cambi farò rispetto all’ultima gara, ma con Dimarco e Lazovic, che sono due calciatori super affidabili, vado sulle sensazioni del momento e poi decido se farne giocare uno soltanto o entrambi”.

Il rendimento della difesa – “Nell’ultima partita abbiamo perso, ma al Milan abbiamo concesso poco complessivamente: i due gol e un’altra occasione. Difensivamente abbiamo retto. Ho diverse opzioni, vedremo chi giocherà”.

Possibili rotazioni per stanchezza – “Un calo tecnico non è quasi mai totalmente disgiunto da un calo fisico. Dopo tante partite può mancare un po’ di lucidità. Mi viene difficile cambiare, perché nelle ultime partite abbiamo trovato un equilibrio e ci siamo mossi bene: sostituire alcuni calciatori modificherebbe il nostro modo di interpretare la gara. Poi se vedrò un ulteriore calo, ci penserò. Gli infortunati? Sono fuori in tre/quattro e penso di poterli riavere dopo la sosta”.

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Il calcio al tempo del Covid – “Noi siamo dei grandi privilegiati, in tutti i sensi. Unico elemento per noi penalizzante è che dobbiamo giocare le partite senza tifosi. Per il resto, possiamo ritenerci fortunati anche in una situazione brutta come questa: siamo controllati ogni due giorni, possiamo fare serenamente il nostro lavoro, continuiamo a guadagnare gli stessi soldi di prima. Sono altre, e sono tante, le persone che in questo periodo passano momenti difficili. Non sarebbe corretto da parte nostra lamentarci”.

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Le prime voci sul futuro – “È troppo presto per parlare di futuro, non solo del mio. E, sinceramente, in questa settimana non ho letto i giornali. Sono concentrato sul tagliare il traguardo della salvezza il prima possibile e sul provare poi ad andare un po’ oltre. Quanto, non so. Lo dirà il campo. Ma dobbiamo e vogliamo essere ambiziosi

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