Il CT Mancini sulla Superlega: “Troviamo una soluzione per tutelare il calcio”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:38
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Le polemiche sulla Superlega continuano, tutti ne parlano, tutti prendono posizione, ma c’è chi come Roberto Mancini prova a mediare.

Mancini
Il Commissario Tecnico della Nazionale, Roberto Mancini (Credits: Getty Images)

La Superlega potrebbe cambiare drasticamente anche il futuro delle Nazionali. Uefa e Fifa minacciano di non far giocare i calciatori che prenderanno parte alla competizione ai prossimi Mondiali ed Europei. Se alla minaccia dovessero seguire i fatti già da giugno, quando si disputerà la rassegna continentale, le rose potrebbero quindi essere rivoluzionate, forse anche per questo Roberto Mancini, Commissario Tecnico della Nazionale, non prende una posizione favorevole o contraria, ma dice “sto seguendo quello che accade. Mi auguro solo che si possa trovare una soluzione per tutelate il futuro del calcio a tutti i livelli”.

Il CT Mancini tra Nazionale e Superlega

Roberto Mancini, in una intervista alla Gazzetta dello Sport, poi parla della sua Nazionale e degli ultimi tre risultati positivi: “abbiamo giocato tre partite in sette giorni con tanti problemi e pochi allenamenti. Alla fine abbiamo sempre vinto meritatamente, anche a Sofia, la gara più dura, in cui comunque non abbiamo rischiato nulla. E’ sempre difficile per noi, perché tutti si difendono in 11”.

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Tre vittorie che hanno allungato a 25 i risultati utili consecutivi della Nazionale, nessuno poteva immaginarselo dopo la disfatta con la Svezia, ma Mancini spiega: “io ho sempre avuto molta fiducia, proprio perché nessuno ci credeva. Mi stimolava questa cosa che tutti dicevano che non avremmo avuto buoni giocatori. Ci siamo presi dei rischi andando a cercare anche dei giovani, si è subito creato un feeling pazzesco, fondamentale in ogni squadra”.

Infine una battuta da parte di Mancini sul presunto focolaio COVID in Nazionale con tanti azzurri contagiati dopo le gare delle qualificazioni ai Mondiali: “Abbiamo seguito alla lettera tutti i protocolli. I nostri medici sono stati perfetti. Nessuno era positivo quando eravamo lì. Lo sono diventati dopo. Non so come. L’importante è che tutti oggi ne siano fuori e stiano bene”

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