Pirlo dopo l’1-1 di Firenze: “Non sono contento, neanche la società”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:10
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Dopo il pareggio contro la Fiorentina l’allenatore della Juve Pirlo valuta con umiltà il suo lavoro alla guida dei bianconera

Mister Andrea Pirlo (Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)
Mister Andrea Pirlo (Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)

Pareggio a Firenze: 1-1. Un primo tempo ai limiti dell’imbarazzo, che ha fatto imbufalire i tifosi sui social. Una ripresa segnata dal gol-lampo di Morata al 46′, con lo spagnolo decisivo subentrando nell’intervallo a Dybala (ancora oggetto misterioso). La Juve proprio non convince e Andrea Pirlo, messo alle strette sul bilancio stagionale, si sente di essere sincero aprendo pubblicamente una “crisi”. La panchina traballa sempre più e il tecnico potrebbe non essere rinnovato in tutti i casi, nonostante le parole rassicuranti di Paratici nel caso la Juve centrasse la qualificazione alla Champions.

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Fiorentina-Juve 1-1, Pirlo: “Abbiamo fatto un bruttissimo primo tempo”

Pirlo a SkySport: “Le aspettative iniziali erano diverse, sia mie che della squadra, per cui ritengo di non aver compiuto il lavoro come volevo e come volevano tutti. Ogni partita si impara qualcosa; poi rispetto alle prospettive iniziali non sono contento e credo non sia contenta neanche la società”.

Poi continua: “Abbiamo fatto un bruttissimo primo tempo. Avremmo dovuto affrontarlo in modo diverso perché era una gara fondamentale per la corsa Champions. Arrivavamo sempre in ritardo, eravamo poco aggressivi, non abbiamo attaccato la profondità. Dopo l’infortunio di ieri di Danilo abbiamo cambiato e provato a metterci con i 3 dietro per stare un po’ più alti con gli esterni tenendo Ramsey e Dybala tra le linee, ma non ha funzionato e a fine primo tempo abbiamo cambiato inserendo Morata che sapevo poteva dare il cambio di passo. Se ho pensato di sostituire Ronaldo? Non ha fatto male, la gamba girava meglio che in altre partite, ha avuto occasioni che non è riuscito a sfruttare ma forse potevamo attaccare di più la profondità. Il cambio di Dybala? Avevo bisogno di un attaccante che andasse nello spazio mentre Paulo è un giocatore che viene di più a legare il gioco. Arthur invece non è stato messo ai margini per errori commessi ma per infortuni e condizione fisica; non riesce ad allenarsi regolarmente e devo centellinarlo”.

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