Caso plusvalenze Juventus, Arrivabene tuona: “No a processi mediatici”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:22

Il caso delle plusvalenze è un tema ancora molto caldo in casa Juventus: l’amministratore delegato Maurizio Arrivabene, però, non vuole processi mediatici.

Arrivabene Juventus
Maurizio Arrivabene, amministratore delegato della Juventus [credit: Getty Images] – Meteoweek

Juventus, gioie e tensioni

La Juventus ha potuto festeggiare ieri sera il primato nel girone di Champions League grazie alla vittoria sul Malmoe firmata da Kean in contemporanea al pareggio del Chelsea in casa dello Zenit (i russi hanno segnato nel recupero il 3-3). I bianconeri potranno dunque sperare in un sorteggio favorevole grazie alla qualificazione da testa di serie, anche se fra le seconde figura anche il PSG.
Fuori dal campo, però, il clima non è così sereno: il caso per falso in bilancio e plusvalenze fittizie sta continuando a tener banco. Le indagini e gli interrogatori stanno proseguendo da giorni e andranno avanti per diverso tempo.

La società bianconera, fino a ieri, ha tenuto un profilo basso sulla vicenda, pubblicando una nota ufficiale e non rilasciando dichiarazioni. Prima del match contro gli svedesi, però, l’amministratore delegato Maurizio Arrivabene ha deciso di intervenire in prima persona chiedendo più rispetto: di seguito le sue dichiarazioni.

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Juventus, Arrivabene non ci sta: “Pretendo rispetto”

Nella conferenza stampa che ha preceduto il match di ieri sera, l’allenatore bianconero Massimiliano Allegri ha definito l’ambiente “tranquillo” sul tema delle plusvalenze.
Dopo di lui, ieri sera è intervenuto anche l’amministratore delegato Maurizio Arrivabene, che ha fatto trasparire la tranquillità citata dall’allenatore, ma che ha anche chiesto più rispetto.

L’ex team principal della Ferrari ha spiegato che i controlli rigidi sono la normalità, essendo la Juve una società quotata in borsa, aggiungendo anche la società sta collaborando attivamente nelle indagini. Tuttavia, Arrivabene ha voluto anche fare due precisazioni: “Ho grande rispetto per il lavoro di chiunque, però come Juventus pretendo lo stesso rispetto. Come amministratore delegato i processi mediatici non mi piacciono per niente”. Secondo l’AD bianconero, alcune informazioni sono state date non basandosi sui fatti reali.
Chiusura dedicata sul proprio contributo alle indagini: “Sono stato sentito come persona informata sui fatti, ciò che ho detto è coperto dal segreto istruttorio”.