Milan-Roma: tutti pronti per domani

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:47

Tutti pronti per la partita di domani. Mourinho: “abbiamo lavorato bene”. Pioli: “energia e idee chiare”.

Stadio San Siro
Stadio San Siro (credit: Getty Images) MeteoWeek

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Prima partita del 2022 e prima partita del girone di ritorno. Quella di domani non è in effetti una semplice partita, perché sia il Milan che la Roma sembrano altamente motivati. Per Stefano Pioli, tecnico del Milan la situazione covid non sembra essere un problema, perché: “tutti devono essere pronti e disponibili a giocare perché l’imprevisto è dietro l’angolo”. Ma lo stesso si potrebbe dire per José Mourinho, tecnico della Roma: “non penso avremo problemi”, dice, perché la cosa fondamentale è che i giocatori rispettino la legge, anche se qualche giocatore ha espressamente richiesto privacy e qualche altro non può essere vaccinato.

La parola al Milan

Pioli sembra estremamente deciso e sicuro, stante anche la possibilità di aver avuto una sosta rigenerativa, infatti la squadra aveva bisogno di riposare e di lavorare bene, ebbene: “abbiamo fatto entrambe le cose. Abbiamo recuperato tanti giocatori che ora non possono essere al 100%, ma che presto lo saranno“. Probabilmente, nessuno potrà sostenere i 90′ di gioco, in quanto i giocatori stanno lavorando da pochi giorni e dovrebbero recuperare ancora il ritmo di gioco.

Il tecnico sembra determinato nel raggiungere un obiettivo importante, vincere. Del resto, il desiderio dovrebbe essere quello di avere: “una squadra con energia, che sappia portare avanti idee e stile di gioco durante tutto l’arco della partita senza il timore di sbagliare“.

Un occhio di riguardo verrà dato al settore difensivo dovuto all’assenza di Simon, ed è per questo che il tecnico rosso nero, pur avendo constatato una squadra al completo, è probabilmente alla ricerca di un: “difensore completo, in grado di accettare anche l’1 contro 1 difensivo, con coraggio, che sappia dettare i tempi e fare le scelte giuste in possesso palla“.

Nella scelta fra Ibra e Giroud, tutto dipenderà dalla condizione fisica di entrambi, ma anche dalle capacità tecniche e dall’adattamento alla partita, mentre Brahim può tornare a giocare ed essere quel giocatore conosciuto a inizio campionato, sostiene infatti: “l’ho visto brillante e pimpante”.

Infine, con la Roma il tecnico conferma: “Dobbiamo essere bravi a coprire bene il campo e avere giocatori pronti ad attaccare la profondità. La partita è sicuramente importante come tutte quelle che verranno, ci sono in palio punti pesanti”.

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La parola alla Roma

Per Mourinho, Pellegrini potrebbe giocare normalmente nonostante abbia avuto 4 giorni in meno di vacanze rispetto agli altri. Ha sicuramente recuperato bene, ma il problema fondamentale per tutta la squadra non sembrerebbe iniziare la partita, ma tenere il campo per 90′. Il tecnico dice infatti: “la coesistenza con altri giocatori è un problema che non ho mai“, forse aggiunge: “il problema che non mi piace è non avere opzioni. Se abbiamo questi giocatori più Villar e Bove che possono giocare, per noi è un buon problema“.

Qualche perplessità si potrebbe porre se dovessero mancare molti giocatori, tra cui anche il portiere, questo perché continua Mourinho: “ci sono delle regole, ci sono dei giocatori che devono essere disponibili. Non siamo una squadra ricchissima di opzioni, per noi è un grande problema ogni volta che manca un giocatore“.

Rui domani giocherà, nonostante non si sia allenato negli ultimi due giorni a causa di un problema alla schiena. Inoltre, l’assenza di Fuzato consentirà a Boer e Mastrantonio di supplire come secondo e terzo. La certezza di Mourinho è quella di aver lavorato bene, nonostante i 15 giorni senza competizioni possano far perdere qualcosa a livello di intensità. Ma continua: “dopo 15 giorni senza calcio è meglio tornare con una partita di questa dimensione. Non dovremmo trovare motivazioni, penso che la concentrazione si trovi facilmente“.

Una cosa sembra essere stata chiarita, cioè il fatto di non poter allenare alcuni club, tra cui la Lazio e il Milan, non tanto per una mancanza di rispetto, ma per il legame che unisce il club di provenienza e quello di arrivo.