Theo Hernandez, il simbolo della rinascita del Milan

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Per molti diventerà il terzino più forte del mondo. Per altri lo è già. Theo Hernandez è il vero simbolo della rinascita del Milan. 

Non chiamatelo Theo o Hernandez. Il suo nome deve essere pronunciato bene, altrimenti potrebbe indiavolarsi ancora di più. Lui è Theo Hernandez e presto, farà parlare di sé in tutto il mondo. Perché questo Milan è oramai inarrestabile e il francese, vicino ai 10 gol con la maglia rossonera, è certamente uno dei violinisti più importanti nell’armonia del maestro Stefano Pioli.

Theo Hernandez, Duca di Milano

Certo, deve essere dura a 23 anni essere uno dei leader di una squadra centenaria come il Milan. All’interno dello spogliatoio c’è uno che comanda più degli altri ed è Zlatan Ibrahimovic, di 16 anni più grande. Eppure Theo Hernandez è uno a cui piace parlare sul campo e lo fa a suon di goal.

Se il Milan si trova lassù in classifica lo deve sicuramente alle sue colonne portanti: le parate di Donnarumma, la personalità di Kessie, le giocate di Calhanoglu, la prestanza di Kjaer e i goal di Ibra. Ma tutte queste qualità si racchiudono nella fisionomia del terzino francese classe 1997, che è cresciuto nelle giovanili dell’Atletico Madrid ma si è affermato nei cugini del Real Madrid. Theo Hernandez da quando è arrivato a Milano, sponda rossonera, non ne ha sbagliata una, ha seguito costantemente le istruzioni di Pioli, mettendosi a disposizione per la causa del Diavolo.

Con le sue fiammate è riuscito a riacchiappare la testa della classifica, che al 92esimo di Milan-Lazio sembrava ormai perduta. Non è la prima volta che regala emozioni del genere, è uno che ci ha abituati a queste giocate improvvise. Peccato per il giallo che gli impedirà di scendere in campo a Benevento il 3 gennaio. Poco male: ci sarà con la Juventus il giorno dell’Epifania. Theo Hernandez ha chiuso il 2020 calcistico nel migliore dei modi. E con lui l’intero popolo rossonero.

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