Spaccatura Juve: i senatori abbandonano Pirlo. Quale futuro per Ronaldo?

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:20
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Si raccolgono i cocci in casa Juve dopo la bruciante eliminazione col Porto: brutti segnali dai senatori, Pirlo è più solo adesso

Andrea Pirlo (Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)
Andrea Pirlo (Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)

 

Andrea Pirlo è più solo che mai. In campionato la Juve rincorre, ora è fuori anche dalla Champions League. C’è una Supercoppa Italiana in bacheca, ma mancano le certezze che fanno parte del dna bianconero. Innanzitutto il gioco: mai davvero convincente. I ko con la Fiorentina, l’Inter, il Napoli e i punti persi col Verona fanno notare che nel tempo la Juve è abituata a scivolare. Ogni tanto, ma questa buccia di banana proprio non si riesce a schivare. E questo è un serio problema nella ricerca della continuità. Poi ci sono i black-out: il primo tempo con la Lazio è stato l’ennesimo segnale che qualcosa non va, così come i primi minuti di gioco dei due tempi giocati in casa del Porto (davvero emblematici) più altri 50 minuti del recente match interno contro i portoghesi. Ansie, paure, distrazioni, intensità mancante. Poi non sempre riescono le rimonte perfette.

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I numeri fanno male in casa Juve: per la squadra bianconera si tratta della seconda eliminazione consecutiva agli ottavi di finale dopo quella della passata stagione con il Lione. Per la prima volta tra Coppa dei Campioni e Champions League, la Juventus è stata eliminata agli ottavi di finale per due stagioni di fila. Un dato statistico confezionato dal suo Sarri-Pirlo che boccia il nuovo progetto della società di affidarsi prima ad un allenatore con una precisa filosofia di gioco (molto diversa da Allegri) poi ad un giovane tecnico come Pirlo, alle prime armi. Esperienza in campo, inesperienza in panchina: il mix è risultato non digeribile, almeno per ora, in attesa della classifica finale di serie A e della finale di Coppa Italia.

Juve-Pirlo, avanti (ma con riserva): il silenzio dei senatori

«C’è grande delusione, tra i veterani e tra i più giovani – ammetteva Pirlo dopo Juve-Porto – Non credo sia la fine di un ciclo, ne è appena iniziato uno». Con quali protagonisti? Certamente Chiesa, ma naturalmente anche De Ligt, Kulusevski, McKennie, Demiral, Arthur, Bentancur, lo stesso Rabiot. Con conferme di esperienza come Cuadrado, Danilo, Szczesny, Alex Sandro e Morata. I nodi da sciogliere più intricati riguardano il futuro di Ronaldo e Dybala.

BuffonChiellini e Bonucci? La domanda è “che ne sarà di coloro che sono stati il cemento per Pirlo nello spogliatoio?”. Certo è che al momento hanno lasciato solo il tecnico nel momento più difficile. Nessuno dei tre ex compagni e uomini forti e carismatici del gruppo si è presentato davanti alle telecamere a spiegare la disfatta. L’avevano fatto in altre occasioni. Bonucci, tra l’altro, non ha fatto nulla per nascondere il proprio disappunto al momento della sostituzione, evitando di salutare il tecnico che gli si stava avvicinando mentre si avviava in panchina. Squadra costruita male (ricordiamo l’eterna caccia alla quarta punta, poi è stato riadattato attaccante Kulusevski tra luci e ombre), Pirlo al debutto in panchina, troppi infortuni e leader che mancano nel momento topico: la Juve deve resettare tutto. Il progetto va avanti, ma con riserva…

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