Tamberi positivo al Covid dopo gli Europei: “Bolla sembrava sicura”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 21:59
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Gianmarco Tamberi è risultato positivo al Covid-19. L’atleta azzurro non comprende come ciò sia potuto accadere, dato che si è sottoposto a cinque tamponi prima di entrare nella bolla degli Europei di Torun. Sui social network l’appello a restare vigili.

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Gianmarco Tamberi ha avvertito i sintomi del Coronavirus (Photo/Getty Images)

A sole settantadue ore dalla fine degli Europei di atletica leggera di Torun, il tampone di Gianmarco Tamberi ha dato esito positivo. La gioia per la medaglia di argento ha lasciato dunque il posto alla preoccupazione a fronte dei sintomi del Covid-19: febbre alta e mal di testa. Per fortuna in poco tempe le condizioni di salute del campione azzurro sono migliorate e, adesso, sta bene. Ancora oggi, però, l’atleta non comprende come il contagio sia potuto avvenire. In Polonia, infatti, i partecipanti alla competizione hanno vissuto nella bolla. Gimbo, tuttavia, non è l’unico ad avere contratto il virus.

Il messaggio di Tamberi

A rivelare quanto accaduto nei giorni scorsi è stato proprio Gianmarco Tamberi. L’atleta azzurro, in un lungo posto pubblicato sui suoi profili social, ha raccontato di avere vissuto momenti difficili: “Ho aspettato qualche giorno prima di dirvelo, amici miei. Aspettavo di star di nuovo bene e trovare le parole giuste. Purtroppo al ritorno a casa, dopo i campionati europei di Torun, a distanza di 72 ore, ho scoperto di essere positivo a questo maledetto virus. Fortunatamente sto bene. A parte febbre alta (39.9°) e mal di testa per i primi due giorni, non ho avuto nessun altro sintomo e la situazione si è normalizzata velocemente. Ho cercato di avvertire chiunque abbia incontrato in questi giorni, ma se mi fossi dimenticato di qualcuno vi prego di farvi controllare per essere sicuri che stiate bene”.

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Il campione di atletica, inoltre, ha voluto lanciare un appello affinché chiunque rispetti le regole necessarie ad evitare il contagio: “Non farò un post filo-drammatico perché a causa di questa malattia ci sono tante persone che stanno male davvero, vorrei invece invitare tutti a stare molto attenti in qualsiasi situazione. Zona gialla non significa “il virus non esiste” e zona rossa non significa “Devo trovare un modo per….”. Non sono di certo io a dover dire che periodo delicato stiamo passando e a giudicare comportamenti, vi voglio solo trasmettere la mia esperienza“.

Ciò che fa rabbia a Gianmarco Tamberi è l’essere stato vittima del virus pur avendo preso ogni precauzione: “Chi mi conosce sa che per 3 mesi prima degli Europei non ho visto anima viva per non rischiare nulla e fortunatamente è andata bene. Ora mi ritrovo positivo perché rimasto contagiato in una delle situazioni che sembravano più sicure dove stare. Una bolla fatta ad hoc dove tutti erano tamponati. Per entrare e rimanere in quella bolla ho dovuto fare ben 5 tamponi e come me chiunque fosse al suo interno. Eppure qualcosa non ha funzionato. Non abbassate mai la guardia amici miei, fatelo per chi rischia di star male davvero. Se non avete paura per voi, fatelo per i vostri cari, fatelo per tutti coloro che ormai non percepiscono uno stipendio da mesi. Facciamolo perché dobbiamo TORNARE A VIVERE“. E conclude: “Per quanto riguarda la mia positività vi terrò aggiornati, ma davvero non preoccupatevi per me. Sto bene!”.

Le rassicurazioni della Fidal

È evidente che la bolla degli Europei di atletica leggera di Torun non abbia funzionato. Oltre a Gianmarco Tamberi, infatti, già altri atleti nei giorni scorsi erano risultati positivi al Covid-19. Tra questi tre ucraine che hanno corso nella staffetta 4×400 metri e una della Gran Bretagna. Due, invece, nel team francese. Tutti sono attualmente in quarantena in Polonia insieme ai loro contatti, per un totale di almeno cinquanta persone.

La Federazione internazionale di atletica leggera (Fidal) ha confermato la positività dei soggetti in questione, minimizzando però il rischio di un focolaio esteso. “La situazione – si legge nella nota – è sotto il diretto controllo dello staff sanitario Fidal, che sta coordinando gli interventi di indagine su tutti i convocati alla manifestazione“.

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I fatti, tuttavia, dimostrano che i controlli medici effettuati non sono stati sufficienti ad arginare la diffusione del virus all’interno della bolla. Un evento che incute grandi timori, soprattutto in vista dei Giochi Olimpici di Tokyo, in programma a luglio. In Giappone, in quella occasione, dovrebbero arrivare atleti da ogni parte del mondo.

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