Genoa, Ballardini: “Superlega mi fa rabbrividire, Benevento match importante”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:49
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L’allenatore del Genoa Davide Ballardini parla alla viglia della sfida contro il Benevento di domani sera al Ferraris, e dice la sua anche sulla Superlega.

Genoa Ballardini
L’allenatore del Genoa Davide Ballardini (Credits: Getty Images)

Due partite per decide il futuro del Genoa, o forse no. Il Grifone tra mercoledì e il prossimo fine settimana sfida Benevento e Spezia, due scontri salvezza a tutti gli effetti visto che il Cagliari è a quota 25, le Streghe a 30, le Aquile a 32 come i rossoblu. Tutto in due notti quindi, ma secondo Ballardini non è proprio così: “Non credo siano due match point, con il Benevento sarà molto importante, ma non è che se fai bene o non fai bene si decide tutto domani sera. Sappiamo che dovremo farla al meglio, ma è solo una partita”.

Genoa, Ballardini tra Benevento e Superlega

La squadra aspetta il rientro di Zappacosta che oggi si è allenato in gruppo dopo il problema muscolare accusato con la Juventus: “Zappacosta stamattina si è allenato con la squadra e domani mattina lo valuteremo, poi vedremo se sarà in campo o meno. Il Genoa sta bene, siamo pronti per fare una buona partita”. Queste le parole di Ballardini che poi torna anche sul match con il Milan: “Il Genoa ha fatto una buona partita, ha giocato penso alla pari contro una grande squadra, questo è quello che ci portiamo via. Domani sera sarà tutta un’altra partita”.

Prossimo avversario, come detto, il Benevento: “Mi aspetto un Benevento forte perché ha un’idea chiara di gioco e stanno facendo un buonissimo campionato. Hanno preso dei giocatori di qualità e lo stanno dimostrando, hanno fatto dei risultati straordinari, davvero delle belle partite, penso sarà una gara molto equilibrata e dovremo essere bravissimi per competere contro una squadra che è sempre stata molto presente”.

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Infine l’argomento del giorno, la Superlega che non piace nemmeno a Ballardini: “Io sono cresciuto con la passione, sognando di poter giocare contro i più bravi. Il calcio mi ha insegnato anche a stare al mondo, è popolare, per me è merito, è solidarietà, è bene comune. Pensare che possa essere un bene solo per pochi e solo quei pochi possono giocarsi qualcosa di importante mi fa rabbrividire, non è lo sport che fino da bimbo ho amato”.

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