Monza, parla Dany Mota: “Io ci credo, possiamo farcela”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:50
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Dany Mota è uno dei giocatori più importanti del Monza: il portoghese spera ancora nella promozione diretta in Serie A.

Dany Mota Monza
Dany Mota Carvalho, attaccante del Monza [credit: profilo Twitter ufficiale del club]
Quando c’è lui in campo si nota subito: Dany Mota è un giocatore unico per le qualità che ha. Progressioni palla al piede e dribbling nello stretto sono le sue caratteristiche principali: doti che sono mancate al Monza quando è stato costretto a rimanere fuori per infortunio. L’attaccante, infatti, è tornato dal ritiro con il Portogallo Under 21 con un fastidio che lo ha costretto a rimanere fuori fino alla partita con la Cremonese. Al suo ritorno è stato subito decisivo: assist a Frattesi e gol del 2-0. Ora Dany Mota c’è e il Monza spera di poter volare grazie ai suoi dribbling e alle sue accelerazioni fulminanti.

Intervistato da La Gazzetta dello Sport, l’attaccante portoghese ha affermato di credere ancora nella promozione diretta: di seguito le sue dichiarazioni.

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Monza, Dany Mota ci crede

Salernitana fuori e Lecce in casa subito alla ripresa: quanto credete ancora nella Serie A diretta?
“Sono scontri diretti con squadre che ci stanno davanti, dobbiamo dare fondo a tutto ciò che abbiamo o addirittura trovare risorse inaspettate”.

Boateng, Balotelli, Gytkjaer, Maric… Tanti campioni lì davanti, ma tutti con meno gol di lei.
“Io sono davvero orgoglioso di giocarci insieme”.

Una dote che ruberebbe loro?
“A Balotelli la letalità. È un “Matador” come lo chiamo io: mezza palla, un gol”.

Lei dice di lavorare sui suoi errori, per esempio?
“Lavoro tanto proprio sulla “mezza palla, un gol”. Devo migliorare sotto porta, concretizzare di più per quanto creo. In questo mi stanno aiutando molto il tecnico Brocchi e lo staff”.

E il Monza su cosa deve lavorare?
“Sul pensare partita dopo partita. E vediamo dove saremo l’anno prossimo”.

Siete un bel gruppo di giovani. Poi il 31 maggio la sfida contro Frattesi nei quarti dell’Europeo U-21?
“Sì ma da soli non andiamo da nessuna parte. Le giocate e i gol sono frutto del lavoro di gruppo. Contro Davide e Pirola sarà una partita bella, anche da vedere. Per me sarà “la partita del cuore”, il mio primo e ultimo Europeo con l’Under, poi contro l’Italia che è la mia casa da tanti anni”.

Appunto, a 16 anni dalla prima divisione lussemburghese è approdato all’Entella.
“Ho provato, mi sono allenato con loro e alla fine, anche se molto giovane, ho deciso di rimanere per realizzare il mio sogno di bambino: diventare un calciatore. Anche Zaniolo ha messo in luce lì le sue qualità, in modo anche inaspettatamente rapido. Gli infortuni purtroppo fanno parte del nostro mondo, ma sicuro ne uscirà perché è un grande calciatore. E un buon amico”.

Era detto il “CR7 di Chiavari”. Poi finì proprio alla Juventus Under 23.
“I sei mesi in bianconero sono stati molto formativi perché mi allenavo anche con la prima squadra. E poi c’era il mio idolo Cristiano, da cui ho imparato certe cose. Tutto perfetto per me”.

Per le sue caratteristiche, in quale squadra di Serie A si vedrebbe meglio?
“Fate voi. Io sinceramente – e non è un modo di dire per non rispondere – dico che quella squadra di Serie A è il Monza”.

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