Dieci anni fa dicevamo addio a Simoncelli, il padre: “Lui c’è sempre”

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Dieci anni fa il tragico incidente che coinvolse Marco Simoncelli: nel giorno dell’anniversario, il padre lo ricorda con grandissima emozione.

Simoncelli
Marco Simoncelli insieme al padre Paolo [credit: Getty Images] – Meteoweek
Dieci anni fa, lo sport scrisse una delle pagine più dolorose e tragiche della propria storia. Un attimo, un terribile momento, strappò la vita a Marco Simoncelli durante la gara di MotoGp a Sepang. Il 24enne fu vittima di un incidente che coinvolse Colin Edwards ed il suo grande amico (ed idolo) Valentino Rossi: i due investirono Sic, che era a terra dopo una caduta; non era possibile evitare l’impatto. Edwards lo colpì e cadde, mentre Rossi lo urtò con una ruota facendo balzare via il casco.

Il ragazzo è arrivato ai soccorsi con un evidente segno di pneumatico sul collo e in arresto cardiocircolatorio, come dichiarò il dottore Giuseppe Russo, membro dello staff medico del Motomondiale.
Un’ora dopo, l’annuncio: “Simoncelli non ce l’ha fatta”.

Era una domenica mattina e l’Italia intera rimase scioccata dalla scomparsa di un ragazzo che stava diventando un’icona in tutto il Paese. Lui, così simile al suo amico Valentino, stava facendo breccia nel cuore di tutti grazie a bontà e spontaneità: le immagini di un Rossi disperato e con l’animo spezzato nel proprio box furono emblematiche.
Il Dottore stava seguendo da vicino la carriera del giovane Simoncelli e proprio la sua amata moto fu una delle cause della scomparsa dell’amico. Il fato, dieci anni dopo, torna protagonista: oggi Rossi correrà la sua ultima gara in Italia proprio a Misano, nel circuito intitolato al Sic.

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Simoncelli, il ricordo del padre Paolo: “Tenni la mano di Marco fino alla fine”

Il padre di Simoncelli ha rilasciato un’intervista a “Il Corriere della Sera” per ricordare il figlio dieci anni dopo la sua scomparsa. È ancora troppo il dolore di un padre che ha perso il figlio mentre stava facendo ciò che gli è sempre piaciuto: neanche il tempo può guarire una ferita così profonda.
Paolo Simoncelli ha voluto raccontare chi fosse suo figlio, contento del fatto che dieci anni dopo nessuno si sia dimenticato di lui.

“Dieci è solo un numero”

Non è l’anniversario più bello da ricordare, per il padre Paolo è solo un numero, Marco non lo ha mai lasciato: “È il comune denominatore delle nostre vite, ogni giorno”. 
Gli anni sono passati, ma il ricordo della straziante chiamata alla madre di Sic per dirle di concedere gli organi del figlio resta vivo.

“Dopo dieci anni del Sic parlano ancora tutti”

Il padre di Simoncelli ha commentato l’ultima gara che Valentino Rossi correrà a Misano: un caso fortuito e straordinario, anche se ritiene che non sia una coincidenza. Il filo che lega Marco Simoncelli e il Dottore non si è mai spezzato: secondo Paolo, suo figlio sarebbe stato l’erede di Rossi.
Con gioia ha ribadito che dopo dieci anni tutti si ricordano di suo figlio.

“Gli presi la mano, rimase morbida tutto il tempo”

Paolo Simoncelli ha voluto ripercorrere quel tremendo 23 ottobre 2011. Ricorda bene il momento in cui ha saputo che non si sarebbe potuto fare nulla, non dimentica lo sforzo fatto dai medici e dal personale dell’infermeria. Il ricordo più toccante è quello successivo: “Entrai nella stanza e mi sedetti vicino a Marco. Gli presi la mano, quella destra che poi rimase morbida per tutto il tempo, fin quando non fu cremato”.
Non dimentica neanche l’abbraccio con Pedrosa, il grande rivale di Marco: l’abbraccio con lo spagnolo gli ha trasmesso la vicinanza e il dolore provato dal ragazzo.
Della vita di suo figlio ha dichiarato che non dimenticherà mai la prima vittoria nel Motomondiale ed il primo successo in minimoto.

“Abbiamo capito ancora meglio quanto profondo e grande sia l’affetto delle persone”

Non può mancare il riferimento alla Fondazione creata subito dopo il funerale di Simoncelli. Paolo ha ammesso che l’inizio non è stato facile, ma ora la situazione è ottima: le iscrizioni sono numerose, come le donazioni che trasmettono il grandissimo affetto di tante persone.
Il padre del Sic si è detto molto orgoglioso di quanto fatto con la Fondazione.