Milan e Inter, identità così diverse e così simili nel derby

ULTIMO AGGIORNAMENTO 22:14

Il derby fra Milan ed Inter di ieri sera ha offerto diversi spunti. Le due squadre hanno messo in mostra le loro versioni migliori.

Milan Inter
Le esultanze di Tomori e Calhanoglu durante Milan-Inter [credit: Getty Images] – Meteoweek

Milan-Inter, più di un derby

Il derby di Milano, nell’arco delle ultime stagioni, sta tornando ad avere un peso molto elevato dopo anni di anonimato. Non è mai una partita banale, questo è certo, ma nelle versioni meno recenti non ci si è giocato molto, se non la qualificazione in Champions League. Ora è diverso: rossoneri e nerazzurri lottano per l’obiettivo comune chiamato Scudetto.
Nella scorsa Serie A è stata proprio questa partita a dare lo scatto decisivo all’Inter di Conte per volare verso il titolo. Lo stesso scenario, con larghissimo anticipo, si sarebbe potuto ripetere ieri: un eventuale trionfo dei ragazzi di Pioli avrebbe allontanato i cugini a 10 lunghezze. Il pareggio ha lasciato invariato il gap di 7 punti, ancora pochi per poter parlare di fuga milanista.

La partita di ieri è stato uno spot eccezionale per il calcio italiano: un derby giocato a ritmi europei non si vedeva da tanto, troppo tempo.

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La corsa inizia ora

Il derby di ieri sera si potrebbe raccontare con pagine e pagine, ma si può anche riassumere in due istantanee: il gol con esultanza provocatoria di Calhanoglu e l’urlo di Tomori dopo l’autogol di De Vrij causato da un suo stacco di testa.
Il turco era l’uomo più atteso da entrambe le tifoserie: dai milanisti per bersagliarlo e dagli interisti per incitarlo a ferire la sua ex squadra. Probabilmente il centrocampista, spinto dalle motivazioni, ha giocato una delle sue miglior partite in maglia nerazzurra.
Il centrale inglese, invece, è attualmente il simbolo di un Milan a cui è molto difficile segnare e che non molla mai, neanche di un centimetro.

Dopo 12 giornate, le squadre sono separate da 7 punti: pochi per parlare di rimonta impossibile. I rossoneri, però, hanno dato la dimostrazione di essere maturati rispetto al derby dello scorso anno, quando il ciclone nerazzurro spazzò 3-0 un Milan acerbo e insicuro. Nonostante il pareggio possa essere ritenuto un risultato coerente con quanto visto in campo, è stata l’Inter ad essere padrona del match.
Ora, dopo la sosta, partirà la vera e propria corsa al trono della Serie A: Milan ed Inter sono pronte a darsi battaglia col Napoli (prossimo avversario dei nerazzurri).

Una gara complementare

Per 70 minuti, la squadra di Inzaghi ha creato diverse occasioni, tra cui il rigore sbagliato da Lautaro, un destro di poco sul fondo dello stesso argentino, un tiro di Barella salvato sulla linea da Ballo-Touré, un destro al volo di Calhanoglu e una doppia occasione di Vidal con duplice salvataggio di Kalulu. Molte chance, ma un solo gol su rigore: l’Inter conferma la tendenza di essere una squadra molto offensiva, ma che pecca in fase realizzativa

Allo stesso tempo, il Milan ha cercato di sfruttare al meglio le proprie occasioni: il pareggio è frutto di un autogol, ma i rossoneri hanno reagito immediatamente allo svantaggio. Se per 70 minuti hanno dovuto difendere con grinta e tenacia, gli ultimi 20 minuti sono stati ricchi di sfuriate feroci e veementi. L’ingresso di Rebic ha stravolto una squadra che faceva fatica a sviluppare gioco sugli esterni: il croato ha messo in difficoltà l’Inter, che è stata obbligata ad abbassare il baricentro per evitare la sconfitta che avrebbe condannato i nerazzurri ad un -10 molto pesante.

Le due squadre hanno dimostrato di avere identità molto diverse: il Milan vive di lampi e di istinto, l’Inter di ragione e metodo. La gara di ieri, però, ha messo in mostra anche una somiglianza: il coraggio. Pioli e Inzaghi non hanno avuto paura di giocare apertamente una partita che avrebbe potuto indirizzare in modo prematuro il campionato. È vero che erano i nerazzurri ad aver maggiormente bisogno dei 3 punti, ma i rossoneri non si sono tirati indietro nei momenti decisivi della gara, come dimostra il palo di Saelemaekers all’89’. I nerazzurri sono rammaricati per le diverse occasioni non sfruttate, ma possono anche essere convinti della loro forza.

Le due formazioni, con atteggiamenti così diversi e al tempo stesso così simili, hanno dato vita ad una delle migliori partite di questo campionato.