Roma, Abraham al The Telegraph: “Serie A campionato molto difficile”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:45

In ritiro con la nazionale inglese, l’attaccante della Roma Tammy Abraham è stato intervistato dal The Telegraph, analizzando la sua avventura italiana.

Tammy Abraham, attaccante della Roma - credit: Getty Images. Sportmeteoweek
Tammy Abraham, attaccante della Roma – credit: Getty Images. Sportmeteoweek

Appena 5 gol (3 in Serie A e due in Conference League) e 2 assist in 17 partite in tutte le competizioni. È questo il bottino raccolto dal neo-attaccante giallorosso Tammy Abraham, in questa prima parte della sua avventura con la maglia della Roma.

Un bottino certamente non ricchissimo per una prima punta, anche se l’inglese offre comunque delle buone prestazioni, sempre al servizio della squadra, e ha anche iniziato la stagione in maniera certamente sfortunata, avendo colpito fin qui la bellezza di 7 legni tra pali e traverse.

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Una scelta difficile

L’attaccante di origini nigeriane, in ritiro con la sua nazionale, è stato intervistato dal The Telegraph, al quale ha rilasciato dichiarazioni anche riguardo la sua scelta di lasciare Londra e riguardo i consigli che il suo attuale allenatore, Jose Mourinho, gli sta dando in questa sua esperienza italiana.

Per Abraham, cresciuto nelle giovanili del Chelsea, non è stato facile pensare di lasciare il campionato inglese, temendo anche un potenziale allontanamento dal giro della nazionale. Anche se trasferirsi è sempre difficile, come riferisce lo stesso attaccante, sentiva il bisogno di andare all’estero per migliorarsi e imparare differenti tipi e stili di calcio.

La sua decisione è stata anche facilitata dal campionato scelto e dal club che l’ha preso. “Andare in una squadra come la Roma e in un campionato come la Serie A hanno aiutato la mia scelta” dice Abraham, “Finché fai il tuo Southgate tiene sempre un occhio sui giocatori all’estero”.

I consigli dello Special One

“Mourinho mi ha detto di essere un mostro” riferisce ai giornalisti Abraham, che ha spiegato come, secondo lo Special One, un attaccante adulto debba saper mostrare una certa aggressività e carattere, mentre spesso lui era troppo buono e gentile.

Non mi aspettavo che la Serie A fosse un campionato così difficile” riferisce il giallorosso, che analizza come nel nostro campionato la difesa sia molto importante e per lui, abituato in Inghilterra ad attaccare sempre, non è stato facile trovare subito la strada per incidere.