Udinese, Marino: “Da una settimana questi calciatori non si allenavano”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:35

Pierpaolo Marino, responsabile dell’area tecnica dell’Udinese, intervistato dalla Gazzetta dello Sport, racconta la situazione vissuta dalla società nelle ultime due partite

Pierpaolo Marino, responsabile dell’area tecnica dell’UdinesePierpaolo Marino, responsabile dell’area tecnica dell’Udinese
Pierpaolo Marino, responsabile dell’area tecnica dell’Udinese

L’Udinese non ci sta, la sconfitta di domenica non è andata giù ai friulani, non tanto per ilo risultato quanto per la decisone della Lega Serie A di far disputare il match nonostante le svariate positività nel gruppo squadra dei bianconeri. Pierpaolo Marino, responsabile dell’area tecnica dell’Udinese, intervistato dalla Gazzetta dello Sport, ha ribadito il pensiero della società. E sul ricorso presentato afferma: “Questa è materia di avvocati. Ma se è stato depositato il reclamo vuol dire che ci sono fondati motivi“.

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Marino: “L’autorità sanitaria ci aveva bloccato l’attività fino al 9”

Il dirigente la definisce una partita fantasma quella di domenica contro l’Atalanta e terminata 2-6 per i nerazzurri di Gasperini. I friulani, a causa delle assenze per Covid sono stati obbligati a: “Chiamare dei ragazzi che stavano a casa sul divano dicendogli di venire la domenica mattina alle 10 in ritiro per giocare. L’autorità sanitaria ci aveva bloccato l’attività fino al 9. Da una settimana questi calciatori non si allenavano. Beto si è negativizzato all’ultimo, con tampone e conseguente visita cardiologica. Non giocavamo una partita dal 18 dicembre a Cagliari e pure la Primavera era ferma da tempo“.

Marino dà la sua opinione sulle scelte prese in merito alla situazione del campionato e dei club decimati. Il responsabile dell’area tecnica avrebbe fermato il campionato per due turni. “Il giorno della Befana. Già quattro partite erano saltate, compresa la nostra. Dovevamo andare a Firenze. Era la soluzione migliore. Rinviavi tutto e riflettevi al meglio sulla situazione che si è creata“.

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Sul caso di un giocatore positivo nello spogliatoio dice: “Capisce che guaio può essersi creato? Quel calciatore può aver contagiato gli avversari e anche qualche altro compagno in spogliatoio dove il contatto era ovvio, all’intervallo e dopo la partita dove per forza dovevano far la doccia“.

Infine Marino concorda col presidente del Torino Urbano Cairo che recentemente ha parlato del caso Premier dove, in una situazione di crescita dei contagi, non hanno giocato 8 partite su 30 procedendo con ragionevolezza. Tutto è gestito da una commissione tecnica.