Lecce, Corini: “partita complicata, possiamo prenderci il nostro sogno”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:15
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Il Lecce batte il Pisa e vola solitario al secondo posto, lo stop del Monza fa intravedere la Serie A, ma Corini getta acqua sul fuoco.

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Eugenio Corini, allenatore del Lecce (Photo/Getty Images)

C’è entusiasmo a Lecce, la squadra gira a meraviglia, sesta vittoria di fila, nessuno sconfitta e otto vittorie nelle ultime dieci e quel secondo posto che significa Serie A diretta quasi blindato. Il Monza, fermato oggi dal Pescara in casa, è a meno sei e sembra in grossa difficoltà. Insomma si viaggia veloce verso il traguardo, ma Corini non vuole festeggiare prima del tempo: “i nostri numeri sono importanti e certificano le nostre capacità abbiamo creato le basi per prenderci quel sogno da regalare a tutta la tifoseria. Bisogna fare tanto nelle sei partite che restano”.

Corini dopo Pisa – Lecce 0-1

Piedi per terra quindi per il tecnico dei salentini, nonostante le difficoltà del Monza: “dobbiamo vincere le partite nostre, senza guardare gli altri. L’attenzione deve rimanere sempre alta, volendo sempre qualcosa di più, faremo bene. E’ questa la mentalità, senza mai preoccuparci di niente”.

Corini poi analizza la gara di oggi, sfida difficile in cui solo un rigore di Coda ha rotto l’equilibrio: “sono le partite più complicate, loro hanno qualità ed intraprendenza. Noi siamo stati bravi a non passare in svantaggio nel primo tempo, poi nella ripresa il Lecce mi è piaciuto. Abbiamo fatto gol e abbiamo portato a casa una partita contro un avversario che temevo. Sono solidi e pericolosi, lo avevamo visto all’andata”. E proprio un girone fa il Pisa banchettò al Via del Mare con un 3-0 pesante.

L’analisi del tecnico continua: “Non temevo molto il palleggio ma la giocata su Marconi, poi c’è stata anche l’occasione di Palombi. Abbiamo sofferto il gioco del Pisa e sbagliando nella proposta abbiamo dato coraggio a loro. Nel secondo tempo, con più calma, siamo stati più pericolosi. Loro sono stati più leggibili per merito nostro”.

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