Bologna, Soriano: “Io bandiera rossoblù? Perché no. Sogno ancora l’Europeo”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:11
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Le chiavi del centrocampo del Bologna sono ormai conservare da Roberto Soriano. Il classe ’91 intende continuare a crescere tra le fila dei felsinei, per togliersi sempre più grandi soddisfazioni. Nel mentre sogna anche traguardi con la maglia dell’Italia.

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Roberto Soriano punta ad arrivare in doppia cifra con la maglia del Bologna (Photo by Paolo Bruno/Getty Images)

Roberto Soriano agli occhi del tecnico Sinisa Mihajlovic è il miglior centrocampista del campionato. Un bottino di trenta presenze e nove reti in questa stagione con la maglia del Bologna. Il classe ’91 in queste tre stagioni in rossoblù ha contribuito a regalare la salvezza alla sua squadra. Adesso tuttavia potrebbe essere pronto al salto di qualità. Sia in Serie A sia con la Nazionale italiana. In occasione delle prime gare delle qualificazioni al Mondiale 2022 è stato infatti convocato dal c.t. Roberto Mancini, ma non ha mai trovato spazio sul campo.

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Soriano si racconta

Roberto Soriano, in un’intervista alla Gazzetta dello Sport, ha ripercorso il momento che sta vivendo. Parole di gratitudine nei confronti di Sinisa Mihajlovic, che gli ha consegnato le chiavi del centrocampo del Bologna: “Lui mi conosce come nessuno, è l’allenatore col quale ho vissuto più calcio considerando anche la Sampdoria. In linea di massima mi so difendere da solo, ma lo ringrazio e l’ho ringraziato: vedere un allenatore che tiene ai suoi ragazzi è sempre una gran bella cosa“. Il tecnico si è anche arrabbiato per la mancata apparizione con l’Italia: “Prima di tutto una cosa: l’orgoglio di essere in azzurro è prioritario. Dire però che ho preso bene quelle tre tribune sarebbe mentire. Tu vuoi giocare, sempre. Ma fai parte delle scelte, nel bene e nel male“. È per questa ragione che continua a  sognare Euro 2021: “Io non mollo. Ci credo sì. Dico una cosa ovvia ma vera: dipenderà dal nostro finale di campionato. E dovrà essere in crescendo, per tutti, perché lo meritiamo“.

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Il centrocampista nel corso del ritiro a Coverciano con la Nazionale azzurra (Photo by Claudio Villa/Getty Images)

Ormai il classe ’91, da parte sua, è uno dei nuclei portanti della compagine rossoblù. Non soltanto in mezzo, ma anche avanti e dietro. È infatti uno dei giocatori che va maggiormente a pressare gli avversari, nonché uno di quelli che ha segnato in più occasioni. “Detto che anche quando giochiamo nel 4-2-3-1 e faccio il simil trequartista vado a difendere subito sul regista avversario, nel Bologna di oggi la costruzione avviene da dietro, e questo mi porta a salire qualche metro. Nella fase difensiva, però, rientro e difendo: magari non lo faccio bene (ride, ndr), ma difendo. Detto tutto ciò, alla Sampdoria, proprio con Sinisa, ero un interno a tre. Il mio motto è “Non voglio essere bello, voglio essere giusto”. Per quanto riguarda i gol è il gioco attuale porta tutti a segnare. Se siamo la squadra che ha mandato in rete 16 giocatori un motivo ci sarà. Forse un attaccante centrale manca. Ma se ci fosse magari non avrei giocato così bene e non avrei segnato 9 gol“.

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L’unico pensiero del centrocampista, nel breve periodo, è dunque il Bologna. La classifica al momento sorride ai felsinei, che hanno blindato la salvezza: “Se i nostri pregi e difetti hanno prodotto 34 punti sarà anche giusta la classifica, ma avremmo meritato 4-5 punti in più. Mi spiego: nel gioco non siamo mai stati messi sotto. Andiamo con la mentalità di vincere, fra le squadre della nostra fascia siamo quella che fa il calcio più bello. Senza, purtroppo, finalizzare per quanto prodotto. Come successo contro Inter e Roma. Per il salto di qualità manca ancora qualcosina, ha ragione Mihajlovic. E lui, Sinisa, se partisse, mancherebbe molto: noi tutti vogliamo che rimanga“. E sul suo futuro è chiaro: “Non ho mai sentito nessuno. Se ho raggiunto certe vette di rendimento e realizzative – ha concluso Soriano  lo devo anche al e a Bologna. Quindi, se sarà possibile, perché non diventare una bandiera? Mi piacerebbe“.

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