Genoa, Strootman: “il discorso del mio futuro è complicato”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:24
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Kevin Strootman si racconta in una intervista a due giorni dalla sfida tra Genoa e Milan parlando anche del suo futuro.

Genoa Strootman
Il centrocampista del Genoa Kevin Strootman (Credits: Getty Images)

Le prime parole sono dedicate al suo arrivo al Genoa, Strootman: “il discorso del mio futuro è complicato”: “Se non ti senti il benvenuto e non ti senti bene, non puoi giocare al meglio. Qui è stato diverso, mi sento bene, abbiamo una squadra forte e per questo posso fare bene. Devo e dobbiamo migliorare ancora per salvarci, ma siamo sulla strada giusta ed io sono tornato in Italia per questo”. Domenica c’è il Milan a San Siro: “spero di poter fare risultato – spiega l’olandese – le partite a San Siro sono sempre speciali, la prima volta con la maglia della Roma ho pareggiato 2-2 e ho segnato, in quella gara segnò anche Mattia Destro”. E chissà che la storia non si possa ripetere.

Il futuro di Strootman al Genoa

L’intervista rilasciata a Sky Sport si concentra anche sul futuro di Strootman. Il centrocampista è arrivato a gennaio in prestito dal Marsiglia con cui ha ancora due anni ci contratto con un ingaggio molto alto, che il Grifone al momento non si può permettere. Gli ultimi rumors parlano di primi contatti avviati tra le società, ma il giocatore non si espone: “E’ una cosa complicata. Non so cosa vuole fare il club e non so cosa vuole il Marsiglia. Io di sicuro mi trovo bene qua al Genoa, abbiamo ancora otto partite da giocare, voglio fare bene così magari posso rimanere in Serie A”

La sua seconda esperienza in Italia ha coinciso con un periodo personale molto difficile, con alla perdita della mamma: “per me è ancora difficile parlare di questa cosa. Il club, i miei compagni, l’allenatore e anche i tifosi mi sono stati vicini, io voglio fare bene per lei ogni partita e ogni allenamento così sarebbe orgogliosa di me”.

Infine una battuta sui tifosi allo stadio, per ora non ci sono anche se la Lega Calcio sta studiando il modo per riaprire gli stadi al pubblico a metà maggio: “almeno noi possiamo fare il nostro lavoro, mentre tanti altri non possono farli e affrontano quindi tanti problemi. Ci piacerebbe avere la nostra gente per avere un po’ più di energia. Sarà bello per noi se dovessero tornare, speriamo il più presto possibile”.

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