Superlega, Gravina parla delle italiane “ribelli”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:26
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Gravina prova a spegnere le grandissime polemiche riguardanti la Superlega. Il presidente chiede unità d’intenti e ricerca di una calma al momento difficile da raggiungere. 

Gabriele Gravina
Gabriele Gravina durante una conferenza stampa per gli Europei di calcio (foto credit Paolo Bruno/Getty Images)

Superlega, parla il presidente Gravina

Gabriele Gravina, in qualità di presidente della Figc, ha parlato durante la presentazione delle iniziative in vista degli Europei itineranti di calcio che inizieranno il prossimo mese di giugno. Ovviamente un commento ha riguardato anche la Superlega ormai sospesa che tanto ha scosso, seppur per pochissime ore, il mondo del pallone in tutte le sue componenti. “Il prossimo step è legato a una precisazione di alcuni passaggi regolamentari legati alla conoscenza. La piramide ha un collante che si chiama regole – ha commentato Gravina – e queste vanno rispettate. Non si può pensare di stare nel calcio e non accettarle: o sia sta dentro o si sta fuori“.

La scelta di Inter, Juventus e Milan di partecipare alla Superlega è durata veramente poco, il tempo giusto per l’uscita di scena dei club inglesi e spagnoli, a seguire poi quelle di bianconerinerazzurri. Gravina, in ogni caso, tende a spegnere le polemiche. “Non parlerei di ribelli, noi abbiamo difeso strenuamente i confini del mondo delle regole, dei valori ai quali il mondo del calcio si deve necessariamente ispirare. È tornato tutto nella normalità che noi dobbiamo difendere. Questa è una sorta di alert – continua Gravina – che ci deve far riflettere. Vuol dire che qualcosa non funziona, vuol dire che qualcosa deve essere approfondito e deve essere uno stimolo per chi ha una responsabilità dirigenziale”.

I prossimi incontri

Nel frattempo è previsto a breve un consiglio federale con tutti i rappresentanti del mondo del calcio italiano che si terrà lunedì 26 aprile. “Affronteremo tutti i temi previsti nell’ordine del giorno, con la massima serenità. Non ci sono forme di processi, condanne, attacchi o vendette trasversali. Noi siamo abituati nel mondo dello sport a lavorare, e lavoreremo prendendo spunto da queste criticità. Ci sono, è inutile negarlo, ma su queste criticità – conclude Gravina – noi dobbiamo far sì che il mondo del calcio possa migliorare”.

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