Superlega, Infantino non ci sta: “Inaccettabile, presto nuove limitazioni”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:48
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Gianni Infantino ha rilasciato un’intervista parlando ancora una volta del progetto della Superlega. Il presidente della FIFA non va tanto per il sottile. 

Gianni Infantino
Gianni Infantino durante il quarantacinquesimo congresso della UEFA (foto credit Paul Murphy – UEFA/Getty Images)

Superlega, la posizione di Infantino

Infantino aveva già avuto modo qualche tempo fa di esprimere il proprio disappunto per la formazione di una Superlega indicata come “separatista e inaccettabile”. Nel corso di un’intervista a L’Equipe, il presidente Infantino ha criticato aspramente la decisione di alcuni top club europei. Un progetto fallito nel giro di pochissimi giorni dal suo annuncio. “Questa Lega non va assolutamente bene – commenta Infantino – ed è al di fuori delle istituzioni del calcio internazionale”.

L’idea di diversi grandi club di sposare il nuovo progetto non collima con l’attuale sistema di calcio. Infantino ha infatti chiesto a gran voce di non salvare i grandi campionati o club, bensì di pensare al “bene del sistema calcio nel suo complesso”.

La rivoluzione del calcio

Lo scossone delle ultime settimane ha inevitabilmente alzato un polverone di polemiche. Da un lato chi sposa senza fare un passo indietro la Superlega, dall’altro chi invece è nettamente contrario. Nel mezzo ci sono anche coloro che hanno detto sì e poi si sono ritirati.

Infantino ha parlato anche della grave crisi economica causata dalla pandemia e dai risvolti che essa ha avuto all’interno del mondo del pallone. Il presidente della FIFA ha comunque chiesto di rispettare le istituzioni e i valori, cosa evidentemente non accaduta negli scorsi giorni.

Le proposte

Lo scisma era dietro l’angolo, ma tutto sembra rientrato, almeno per il momento. Fatto sta che Infantino ha parlato anche di possibili novità in merito al futuro del calcio giocato. “Dobbiamo trovare le soluzioni per un sistema più sostenibile, penso all’introduzione del salary cap. Bisogna anche limitare le cifre dei trasferimenti – conclude Infantino – a un tetto alle rose, a un numero massimo di partite”.

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