SPAL, Rastelli: “Il destino non era nelle nostre mani, playoff deciso dal Brescia”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:21
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Rastelli, al termine di SPAL-Cremonese, ha il duro compito di ricostruire perchè la sua squadra non sia riuscita a qualificarsi ai playoff. L’allenatore biancazzurro individua la sconfitta a Brescia come punto di snodo determinante della stagione, e guarda già alla prossima stagione, sperando di rimanere in squadra.

SPAL, il tecnico Massimo Rastelli arriva allo Stadio Mario Rigamonti prima della gara con il Brescia. Serie B, 1 maggio 2021 (foto © SPAL Ferrara).
SPAL, il tecnico Massimo Rastelli arriva allo Stadio Mario Rigamonti prima della gara con il Brescia. Serie B, 1 maggio 2021 (foto © SPAL Ferrara).

Al termine di SPAL-Cremonese, il tecnico Massimo Rastelli può solo constatare che la vittoria 1-0 grazie alla rete di Segre non è bastata a garantire l’accesso ai playoff di Serie B, perchè anche Chievo Verona e Brescia hanno vinto e quindi la squadra, dopo aver occupato i primi posti ad inizio stagione, è rimasta al nono posto con 56 punti.

Rastelli, che non nasconde di voler rimanere alla guida della squadra anche per il prossimo campionato 2021/22, ha ricordato di essere arrivato in società con la chiara richiesta di far qualificare i biancazzurri ai playoff. L’allenatore ha subito accettato volentieri, ma sottolinea di aver incontrato tante difficoltà inaspettate.

SPAL, Rastelli: “Abbiamo nascosto assenze importanti”

L’allentatore Estense sottolinea quanto gli infortuni siano stati determinanti: “Siamo stati bravi a nascondere delle assenze importantissime. Non puoi per molto tempo fare a meno di Vicari, Paloschi, Asencio, Viviani, Valoti. Nel finale di stagione sono giocatori che spostano gli equilibri. Ho provato comunque a non dare alibi ai giocatori“.


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Rastelli conferma di non aver parlato ancora con la proprietà riguardo il prossimo anno. Sicuramente, ci sarà un ridimensionamento dal punto di vista economico nella preparazione di un ulteriore anno in Serie B. Il tecnico non vuole sentir parlare dei singoli e difende l’impegno di Strefezza e Paloschi, sottolineando che il gruppo ha sempre dato il massimo.

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